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Teatro della Toscana

Il gioco del potere, dell'ambiguità e della lussuria: Misura per Misura di Shakespeare al teatro della Pergola di Firenze

Da stasera fino a domenica una delle commedie più inquietanti del bardo di Stratford, nell'allestimento firmato da Paolo Valerio.

di  Totalità

Il gioco del potere, dell'ambiguità e della lussuria: Misura per Misura di Shakespeare al teatro della Pergola di Firenze

Una commedia del potere e della giustizia, le cui vie però non sono sempre lineari e soddisfacenti. C’è che addirittura ha visto un legame tra Misura per misura di William Shakespeare e alcune parabole dei vangeli, in cui la carità non sembra sempre incontrare il merito. Scritto fra il 1603 e il 1604, il testo shakespeariano  è forse, come disse Ronconi, uno dei suoi testi più ambigui, la cui soluzione, che rispecchia in pieno l’esigenza del “lieto fine”, lascia però non poche perplessità. Questa infatti in estrema sintesi la vicenda: Vincenzo, duca di Vienna, preoccupato per la condotta immorale dei sudditi e il loro disprezzo del matrimonio finge di lasciare la città affidandone il governo ad Angelo come suo vicario. Mentre osserva la situazione travestito da frate, Angelo di rivela in realtà un vero e proprio tiranno, incapace di governare con giustizia e travolto da quelle stesse passioni che dovrebbe moderare negli altri. Da un lato esercita con ottuso rigore il proprio potere, condannando a morte il giovane Claudio, colpevole di aspettare un figlio dalla propria fidanzata prima delle nozze. Dall’altro lato, però, quando la sorella del condannato, la novizia Isabella, si presenta da lui per intercedere e salvare la vita al giovane, Angelo compie un ricatto sessuale: Claudio avrà salva la vita solo se Isabella si concederà a lui per una notte.

 Eppure, nonostante questo, Angelo se la cava tutto sommato a buon mercato, tanto che Luca Ronconi, autore di una memorabile messa in scena della commedia, si era chiesto: “ma se il Duca e Angelo fossero in fondo lo stesso uomo? Solo così si spiegano alcuni fatti. Per esempio il Duca si innamora subito di Isabella anche lui, e pretende di sposarla come prezzo per la vita del fratello. In fondo è la stessa cosa. Ma legale. Certo, Misura per misura non è un dramma sulla moralità, come si pensa, ma piuttosto sulla legalità. Il duca non sa legiferare ma riesce ad amare. Angelo non sa amare, ma è un legislatore. Forse si potrebbe leggere il tutto come il romanzo di formazione di un sovrano. Alla fine il duca ha legiferato e ama. [1]

Una commedia dunque a tinte piuttosto fosche e ricca di colpi di scena, quella che il Teatro della Toscana presenta da stasera fino a domenica sul palcoscenico della Pergola ( ore 20,45, domenica 15,45) nell’allestimento prodotto da Teatro Stabile di Verona, Fondazione Teatro della Toscana, Estate Teatrale Veronese, con la traduzione di Masolino d’Amico. La regia è di Paolo Valerio:  “Il lavoro – afferma  il regista – si concentra sulla figura del Duca di Vienna immaginando il protagonista, Massimo Venturiello, come un regista: ha predisposto delle telecamere che scrutano il mondo durante la sua assenza, in una sorta di grande Truman Show al contrario. È un macabro gioco di teatro nel teatro, che racconta la grande umanità dell’opera di Shakespeare, in cui la commedia porta spesso alla tragedia.” E ancora: “ Il potere che cambia l’animo umano è il tema portante di questo spettacolo – riflette Paolo Valerio – quest’idea ha a che fare molto con il Duca e Angelo e con la loro incapacità ad agire in maniera limpida. Hanno un rapporto simile a quello di altri due famosi personaggi shakespeariani: sono come Jago e Otello, le due facce della stessa medaglia. Il Duca, in particolare, attua una profonda riflessione sul senso della vita: il suo è un pensiero in cui si ribadisce il fatto che l’uomo teme la morte e, contemporaneamente, ha paura di vivere. Tramite le sue parole si riflette, quindi, sulla condizione di fragilità di ogni individuo.”

Al fianco di Massimo Venturiello, ci sono Simone Toni, Roberto Petruzzelli, Francesco Grossi - iNuovi, Alessandro Baldinotti, Marco Morellini, Simone Faloppa, Luca Pedron - iNuovi, Camilla Diana, Federica Castellini, Federica Pizzutilo. I movimenti di scena sono di Monica Codena, le scene e immagini di Antonio Panzuto, i costumi di Luigi Perego, le musiche di Antonio Di Pofi, le luci di Nevio Cavina.

Una vera e propria “commedia nera” nel segno dell’ambiguità e del torbido mondo delle passioni, che mette in scena devozione e lussuria, generosità e gretto egoismo, etica e politica. Una miscela senza dubbio più che mai di grande attualità.



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