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Teatro della Toscana

Lino Guanciale e Gabriella Pession sul palcoscenico della Pergola: After Miss Julie di Patrick Marber

I due attori diretti da Giampiero Solari affrontano un testo duro che è a sua volta rielaborazione di una scandalosa commedia di Strindberg

di Domenico Del Nero

Lino Guanciale e Gabriella Pession sul palcoscenico della Pergola: After Miss Julie di Patrick Marber

Un volto e un personaggio molto noto agli appassionati di fiction: di solito interpreta personaggi scorbutici e apparentemente cinici, ma in fondo simpatici e sentimentali. Il medico legale Claudio Conforti, protagonista de L’allieva la cui seconda serie si conclude proprio questa settimana, l’avvocato Enrico Vinci di Non dirlo al mio capo, solo per citare due titoli tra i più recenti, hanno reso Lino Guanciale una presenza molto gradita e …suo malgrado persino amata da molti telespettatori. Ma Guanciale non ha un unico volto, come ogni attore di talento che si rispetti; difficile dimenticare la magistrale interpretazione del commissario fantasma Leonardo Cagliostro ne La porta Rossa, serie di cui è stato autore il noto giallista Carlo Lucarelli insieme a Giampiero Rigosi.

Il teatro della Toscana lo ospita da stasera sino a domenica sul palcoscenico della Pergola di Firenze, in un allestimento di After miss Julie di Patrick Marber, nella traduzione di Marco Maria Casazza per la regia di Giampiero Solari; protagoniste, insieme a Guanciale, la nota attrice cinematografica  Gabriella Pession e Roberta Lidia De Stefano, in una produzione del Teatro Franco Parenti con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lombardia, Comune di Milano.

Per la verità Guanciale nasce proprio come attore di teatro; dopo gli studi all’Accademia d’arte drammatica di Roma (e ancora prima alla facoltà di lettere), in cui si diploma nel 2003, l’attore debutta diretto da Gigi Proietti  in Romeo e Giulietta, spettacolo che inaugura il Silvano Toti Globe Theatre di Roma. E il cinema e la televisione non lo hanno certo tenuto lontano dal teatro, che rimane comunque il suo primo amore.

After Miss Julie ,è la trasposizione moderna, drammatica e sexy, del classico La signorina Giulia di August Strindberg del 1889: una contessina che in occasione dell’assenza del padre decide di passare la serata di San Giovanni ad una festa della servitù. L'opera affronta la doppia tematica dell'interazione tra classi sociali differenti e tra il genere maschile e quello femminile. In quanto Julie cerca di sedurre Jean, un giovane cameriere. Sia per il contenuto che per il terribile epilogo l’opera causò un profondo scandalo.

L’opera è stata rielaborata dal regista e drammaturgo inglese Patrick Marber (Londra 1967): “Sapeva tutto del brivido sessuale del potere, probabilmente non c’è miglior lavoro teatrale che parla di brama ed odio” ha scritto Marber del lavoro di Strindberg. Ed in effetti, dichiara il regista Giampiero Solari :“L’impatto emotivo de La signorina Giulia viene seguito fedelmente; là dove, però, Strindberg reprime gli istinti dei protagonisti, After Miss Julie esplicita la provocazione sessuale rendendola evidente.”

“Marber trasferisce l’azione dalla Svezia di fine Ottocento – prosegue il regista – all’Inghilterra della notte dei festeggiamenti per la vittoria del Partito Laburista nel 1945. È una notte di baldoria, tutti sono eccitati. Ed è in questa notte che si consuma la tragedia, sorta di “macabra celebrazione” o “rimozione ironica” del successo laburista. Infatti, tra i valori espressi da quel partito ci sono l’emancipazione femminile e la liberazione sessuale. Noi abbiamo scelto di ambientare la vicenda in Italia, alle porte Milano, la notte del 29 aprile del ’45, nei giorni della Liberazione dall’occupazione nazifascista: momento storico che apre un periodo carico di conflitti e trasformazioni che segneranno i costumi e la società italiana.”

Nel corso  della notte del 29 aprile 1945, nel chiuso di una cucina alle porte di una Milano appena liberata dal nazifascismo, l’abbiente Signorina Giulia (Gabriella Pession) ribalta lo status quo: circuisce Gianni (Lino Guanciale), l’autista del padre e capo della servitù, scontrandosi con la cuoca Cristina (Roberta Lidia De Stefano), di lui promessa sposa. Nel finale, crudo e violento, il sangue e il rosso assumono la realtà di simbolo tragico.

Nel testo di Marber, l’aspetto politico è lo sfondo, ma non l’essenza del testo: la protagonista odia il padre per la carica privilegiata di deputato laburista che però disprezza le classi lavoratrici (non certo un caso unico specie nelle sinistre degli ultimi tempi). Lei stessa si dimostra tuttavia incapace di vivere senza la posizione sociale del padre e lo dimostra proprio il modo in cui tratta l’autista John, con cui instaura un gioco di reciproca seduzione senza però mancare mai di rimarcare la sua inferiorità sul piano sociale. Del resto, neppure lui ha una “coscienza sociale” e vuole solo imitare i suoi “superiori”.

L’edizione che va in scena alla Pergola accade interamente nella cucina di un’antica villa, uno spazio seminterrato. La Signorina Giulia irrompe di continuo, provocando colpi di scena e finte casualità, per sedurre in maniera spudorata Gianni, di fronte persino a Cristina (Roberta Lidia De Stefano), cuoca che cucina veramente sul palco, di lui promessa sposa. Le scene sono di Giorgio Morandi, Elisa Rolando e Marta Solari (studenti del Triennio in Scenografia di NABA Nuova Accademia di Belle Arti) con il coordinamento di Angelo Linzalata, i costumi di Nicoletta Ceccolini, le musiche sono arrangiate ed eseguite da Woody Gipsy Band e Giuseppe Bonifacio, le luci sono di Camilla Piccioni.

 

27 novembre – 2 dicembre | Teatro della Pergola

(ore 20:45, domenica ore 15:45)

 

 

 

 

 

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