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piove governo ladro

Dopo la siccità gli allagamenti. Roma sott'acqua

Tutti (tranne la Raggi) sapevano che sarebbe piovuto e tanto, così nessuno ha pulito caditoie e tombini, risultato un disastro. Ricordiamocene quando voteremo alle prossime politiche

di Simonetta  Bartolini

Dopo la siccità gli allagamenti. Roma sott'acqua

«E pensare che credevo di aver trovato asilo in un paese civile!»

Dopo oltre tre mesi di siccità assoluta, (dicono che non si verificasse una situazione simile dal 1800) sono arrivate le perturbazioni, annunciate con largo anticipo dagli esperti, ma, diciamocelo, prevedibili da chiunque: dopo tanta siccità è ovvio che prima o poi arriva la pioggia, è altrettanto ovvio che quando la pioggia arriva non sarà una spruzzatina lieve, lo sapevamo tutti, ma proprio tutti, tranne il sindaco di Roma che in tre mesi di siccità non ha trovato il tempo di far pulire le caditoie e nell’ultima settimana non si è preoccupata di avviare una manutenzione straordinaria in vista della pioggia che puntualmente è arrivata è ha allagato la citta! Eppure esperti o sedicenti tali ce lo avevano detto in tutte le salse da giornali e tv con spiegazioni verbali e con prove pratiche a base di ciotole d’acqua e zolle di terra asciutte dalla disidratazione per mostrare che l’acqua non sarebbe stata assorbita. Così la zona di Ponte Milvio è sott’acqua, alcune consolari trasformate in fiumi impraticabili senza un’adeguata imbarcazione, per non parlare di cantine, scantinati sottopassi trasformati in acquari fangosi. La prima cittadina della Capitale ha invitato i romani a stare a casa, consiglio quanto mai illuminato e originale cui nessuno aveva pensato prima, però la partita Lazio Milan è stata solo posticipata di un’ora (almeno questo è quanto hanno detto mentre scriviamo), quindi evidentemente la saggezza pratica della sindaca deve essere interpretata nel seguente modo: non uscite di casa se non con un’ora di ritardo rispetto a quanto avevate previsto!

Capisco che “la sindaca” Raggi, travolta dalla “poca esperienza” (sic), non sa a che santo votarsi, stretta fra un disastro ecologico (leggi Ama e dintorni) ovvero spazzatura in libera uscita per le vie della Capitale e caditoie e tombini mai ripuliti con il disastro che stiamo vedendo in queste ore; e un crack epocale dei trasporti (leggi Atac) ovvero autobus rotti, autisti desaparecidi, corse soppresse sotto il limite della tollerabilità, per non parlare di quelle mai attivate - ancora i cittadini si chiedono perché la stazione della metropolitana di superficie di Vigna Clara (il trenino della linea Roma-Viterbo) aperta per un mese durante i mondiali di calcio, sia stata chiusa e mai più riaperta rendendo Roma Nord praticamente isolata dal resto della città quanto a mezzi di trasporto.

Poi certo la giovane Virginia ha le sue beghe con gli assessori. Non riesce proprio a farsi rispettare o forse neppure ascoltare, le intercettazioni pubblicate dal «Tempo» a questo proposito hanno del drammatico. I soldi non ci sono, e lei (in pieno accordo con Zingaretti, chissà perché quando si tratta di tassare i partiti si trovano sempre d’accordo anche se acerrimi avversari) impone ai romani balzelli sempre più insopportabili, chi scrive sta meditando di spostare la propria residenza fuori da Roma per cercare di alleviare il peso insostenibile della tassazione Capitale.

Non abbiamo seguito gli ultimi litigi all’interno della giunta capitolina, ma abbiamo il fondato sospetto che anche i rapporti con l’assessorato ai lavori pubblici non siano idilliaci. Virginia Raggi non deve intrattenere legami affettuosi e neppure solidali con l’assessore “al manto stradale” visto che ormai le strade sono caratterizzare da un tessuto a rete a maglie larghe aggredibile sono con veicoli con quattro ruote motrici e sospensioni da Parigi-Dakar. È vero che l’ultima moda in fatto di collant femminili vede le calze a rete tornare alla ribalta, è vero che i jeans con i buchi vanno per la maggiore, ma si tratta di abbigliamento e non va confuso con le strade le quali invece dovrebbero essere lisce e unite, senza buchi né bitorzoli, ma forse assessore e sindaco non riescono a trovare i quattrini per pagare chi dovrebbe fare le strade… e non solo quelle.

Già, perché poi il povero cittadino romano (e pensare che un tempo il titolo di cives romanus era considerato un privilegio!) si chiede sconfortato dove vadano tutti i soldi che paga di tasse dirette e indirette (multe), si chiede arrabbiato perché a fronte di zero servizi e un numero enorme di disservizi (che a volte sono quasi peggio della mancanza di servizi) dovrebbe rispettare le regole; unico a cui è richiesto visto che chi lo governa si guarda bene dall’osservare il contratto di servizio che ha firmato al momento dell’elezione.

Nessuno si aspettava che la sindaca a 5 stelle risolvesse i decennali problemi della Capitale, se è vero come è vero  (come disse qualcuno con intento ironico, ma ahinoi senso spiccato della realtà alla vigilia delle elezioni): che se dominedio venisse eletto sindaco di Roma avrebbe bisogno di 10 anni per rimettere a posto le cose; ciò non toglie che tutti coloro che, disperati per la gestione Alemanno e indignati da quella di Marino, certo non si aspettavano che la pentastellata Raggi fosse una tale catastrofe.

Sarà bene pensarci quando a primavera andremo a scegliere chi dovrà governare l’Italia per i prossimi 5 anni!  

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