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Editoriale

Roma, polizia contro migranti: il ballo delle ingrate delle istituzioni.

L'episodio degli scontri di Piazza Indipendenza è l'ennesima prova del fallimento non delle forze di polizia, ma della classe politica.

Domenico Del Nero

di Domenico Del Nero

ra una volta, il politically correct non se ne lascia scappare una. L’episodio dello sgombero  e degli scontri in Piazza Indipendenza a Roma lo scorso 24 agosto  era un’occasione troppo bella per vestali, pitonesse, accoglioni e  fan di Bergoglio: dagli all’untore, o meglio ancora dagli al poliziotto.

Intendiamoci: si può tranquillamente convenire su due cose, che la frase “se vi tirano qualcosa spezzategli un braccio” sia stata quantomeno infelice e che la santificazione delle forze dell’ordine è altrettanto eccessiva quanto la loro demonizzazione. So che molti fanatici dell’ordine e disciplina arricceranno il naso a queste parole, ma chi ha militato a destra ai tempi del MSI ricorda sin troppo bene di essersi a volte scontrato con quale servitore dello stato un pochino troppo zelante. Senza togliere nulla a chi eroicamente compie il proprio dovere in divisa, si potrebbe ricordare il vecchio, savio principio  del sommo Guicciardini: in ogni cosa è necessaria la “discrezione”, nel senso “latino” che il grande storico dava a questo termine:  non “saper stare al proprio posto” , ma saper “discernere” caso per caso.

E proprio usando la “discrezione”, la solidarietà alle forze dell’ordine può essere in questo caso completa, senza se o senza ma. Si fa presto infatti, dietro il confortevole riparo di una tastiera, magari dopo un aperitivo preso in qualche salotto buono discutendo con qualche attempata befana sessantottarda o giù di lì , ad arricciare la bocca a deretano di gallina e sputazzare indignazione sulla frase dell’agente. Si dimentica che poliziotti e carabinieri rischiano la vita per una paga irrisoria, e quando ti trovi in piazza con gente che ti sta bersagliando con bombole di gas e altri gadget del genere,  c’è forse da stupirsi se non si riesce a conservare il sangue freddo e il galateo? Persone (un centinaio circa di migranti, in maggioranza etiopi ed eritrei)  che - non lo si dimentichi - avevano partecipato all'occupazione abusiva di un edificio a due passi dalla piazza del rifugio e dello scontro; e se sicuramente non fa piacere vedere le forze del'ordine schierate contro donne, bambini e gente comunque in difficoltà, non bisogna dimenticare CHI ha creato questo problema: l'insipienza o meglio irresponsabilità di una classe politica sempre più inetta e inadeguata. Ed è forse giusto che siano le forze di polizia a dover togliere le castagne dal fuoco ai politicanti?

Particolarmente stridente la dichiarazione della presidente della Camera (sì , la presidente: per chi scrive ci vorrebbe una convenzione di Ginevra anche per le violenze alla grammatica)  che dimenticando del tutto il suo ruolo istituzionale si è permessa una dichiarazione che suona come un attacco inaccettabile alle forze dell’ordine:  “Sgomberare gli edifici occupati con metodi anche gratuitamente violenti dà pessima immagine del nostro paese” avrebbe affermato il sommo sacerdote del politically correct. [1]Sarebbe molto interessante sapere quali siano le violenze gratuite alle quali allude la terza carica dello stato e anche se ritiene accettabile e legittima l’occupazione abusiva di edifici. Se poi reputa  prioritario il diritto alla casa dei migranti ( è ben noto del resto come gli italiani non le stiano affatto a cuore) perché non comincia a dare l’esempio e a regalare loro un paio di appartamenti? Con il lauto stipendio che percepisce,  incomparabilmente superiore a quello di un funzionario di polizia, potrebbe certamente permetterselo!

Per  il prefetto Franco Gabrielli, capo della polizia, la frase incriminata “è grave e avrà le sue conseguenze” anche se aggiunge poi “È altrettanto grave che l'idrante e le frasi improvvide pronunciate durante la carica diventino una foglia di fico. Le responsabilità sono di chi ha lasciato vivere quelle persone in condizioni subumane”.[2]  Un po’ di cerchiobottismo, insomma, ma se non altro si degna di schierarsi un minimo a difesa dei suoi uomini. I rappresentanti sindacali della polizia però non ci stanno all’ennesima lapidazione con tanto di benedizione istituzionale e vaticana, e preannunciano iniziative per il prossimo 16 settembre.

Già, vaticana; figuriamoci se il nuovo corso bergogliano poteva permettersi di ignorare la vicenda. Viene mandato in avanscoperta il segretario di stato cardinale Pietro  Parolin, che ultimamente sembrava un po’ più defilato rispetto alle posizioni del suo  principale. Il prelato parla di “violenza inaccettabile”; fin qui siamo senz’altro d’accordo, ma il resto del discorso lascia pensare che l’espressione sia diretta molto di più ai poliziotti che a quelli che lui definisce “ i nostri fratelli”.  Le loro violenze sarebbero per caso giustificabili?  Ci sarebbe allora da suggerire ai “fratelli” in questione di andare a occupare qualche edificio in Vaticano: sicuramente le guardie svizzere, e lo stesso Bergoglio, stenderanno loro il tappeto rosso!  Ma anche se Francesco sembra avere molta simpatia per bandiere rosse, falce e martello e simili ideologie molto poco cristiane, per ora le porte della città leonina  le tiene ben chiuse.

Intanto, il ministro dell’interno Minniti, secondo la sua logica del bastone e della carota, ha ordinato di sospendere gli sgomberi  senza una soluzione di alloggi alternativa da parte delle autorità. Questo vuol dire diritto all’occupazione abusiva se i comuni, o chi per essi, non trovano una casa agli “okkupanti”? Sembra che stiamo tornando al concetto di proprietà come furto.  Sicuramente ad essere toccate non saranno mai le proprietà dei politici, men che meno di quelli di sinistra (gli stessi, tra l’altro, che hanno creato il problema) per cui ….

 

 



[1]Fonte:http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/08/26/news/roma_sgombero_via_curtatone_migranti_e_movimenti_per_la_casa_in_piazza-173898577/ 

[2] Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/bombole-accuse-attacco-totale-polizia-1434043.html

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da Uomo senza alcuna qualità il 28/08/2017 13:44:23

    I migranti sono quelli che, ad avviso delpresidente dell'Inps, ci pagano la pensione. Al giorno d'oggi, i "nostri cari parlamentari", sono gli unici che prendono una pensione (d'oro, ma per sempre una pensione). Quindi alla fine dei conti 2+2=4. Ed è proprio vero, la matematica non è un opinione.

  • Inserito da Uomo senza alcuna qualità il 28/08/2017 13:01:28

    Im giranti sono quello, a detta del presidenti dell'Inps, ci pagana la pensione. Al momento attuale gli unici che ricevono una pensione "più che decente" sono i nostri parlamentari. Alla fine dei conti 2+2=4. La matematica non è un opinione, è proprio vero-

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