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Maggio Musicale: stagione estiva

Atmosfere sudamericane e tormenti romantici. Ultimo concerto del Maggio a Pitti

Gaetano d'Espinosa dirige Nev Rosauro e Robert Schumann.

di  Totalità

Atmosfere sudamericane e tormenti romantici. Ultimo concerto del Maggio a Pitti

Il maestro Gaetano d'Espinosa

Atmosfere sudamericane e brume romantiche: la bellissima stagione estiva del Maggio Musicale Fiorentino chiude con una accoppiata insolita, all’insegna di quel rapporto dialettico tra tradizione e contemporaneità che sta molto a cuore alla direzione artistica del Teatro. E così  giovedì 27 luglio  cala (purtroppo) il sipario sulla stagione estiva a Palazzo Pitti con un concerto che vede sul podio il maestro Gaetano d’Espinosa, direttore principale ospite dell’orchestra Giuseppe Verdi di Milano, con un brillante curriculum che lo ha visto alla guida di prestigiose orchestre sia in ambito sinfonico che lirico e collaboratore del maestro Fabio Luisi. La prima parte della serata (inizio come di consueto alle 21,15) porterà dunque un po’ di atmosfera sudamericana tra gli austeri colonnati dell’Ammannati, con il concerto n.1 op. 12 per marimba e orchestra d’archi di Nev Rosauro. La marimba è uno strumento a percussione, simile allo xilofono, di origini africane ma assai diffuso in Messico e in sud America: è composto da composto da un numero vario di tavolette di legno, munite ciascuna di un risuonatore (di zucca vuota o di canna di bambù;  nella versione usata dalle orchestre classiche e jazz, di metallo), che vengono percosse con mazze di feltro o con battenti di legno.  Il concerto di Ney Rosauro, compositore e percussionista brasiliano nato nel 1952, è stato composto nel 1986 ed è forse l’opera più celebre del suo autore, grazie anche ad una incisione con Evelyn Glennie e la London Symphony Orchestra. Articolato in quattro movimenti, utilizza motivi della musica brasiliana ed elementi jazzistici, alternando momenti di forte tensione ritmica a melodie facilmente orecchiabili, ma soprattutto mette in risalto il timbro particolarissimo della marimba, che introduce spesso il materiale tematico del brano, ed esalta, nei passaggi solistici, le capacità virtuosistiche dell’interprete  che è in questo caso Lorenzo D’Attoma, percussionista dell’orchestra del Maggio.

Decisamente più “classica” la seconda parte del programma in cui d’Espinosa dirige la Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61 di Robert Schumann. Composta tra il 1845 e il 1846, sino a pochi decenni fa era forse la più trascurata tra le quattro sinfonie del compositore tedesco, anche per una serie di preconcetti, duri a morire, sulle  sue capacità tecniche . Articolata in quattro movimenti, essa segnò, a detta dello stesso autore, la vittoria su un periodo di terribili sofferenze interiori e la musica sembra in effetti conservare le tracce di un “combattimento” spirituale, anche in alcuni echi beethoveniani.

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