Pasolini inaugura la stagione della Pergola

Federico Tiezzi e Sandro Lombardi firmano Calderón

Una precipitosa discesa agli inferi: del mondo sociale e di sé

di Niccolò Andreotti

Federico Tiezzi e Sandro Lombardi firmano Calderón

Prato, 1978. Al Metastasio va in scena per la prima volta Calderón di Pier Paolo Pasolini, con la regia di Luca Ronconi. L’opera, pubblicata nel 1973, rappresenta forse il punto più alto del teatro pasoliniano e recupera una delle dicotomie più discusse di sempre tanto in letteratura quanto in filosofia: quella tra sogno e realtà. Evidente il riferimento di Pasolini a La vita è sogno di Pedro Calderón de la Barca, ultima grande voce del Siglo de Oro spagnolo. L’opera di Calderón è ambientata in un’immaginaria Polonia, quella di Pasolini nella Spagna franchista durante gli anni del regime.

 Federico Tiezzi e Sandro Lombardi hanno scelto proprio quest’opera per la prima della stagione 2016/2017 del Teatro della Pergola di Firenze. Sandro Lombardi incarna Basilio, personificazione del Potere, mentre Rosaura che fa tre sogni successivi, ognuno in un ambiente differente – aristocratico, proletario, medio borghese – è interpretata da tre attrici differenti, Camilla Semino Favro, Lucrezia Guidone e Debora Zuin.

 È Pasolini stesso a sottolineare come il tema del dramma sia lo scontro tra individuo e potere: «In tutti e tre i suoi risvegli, Rosaura si trova in una dimensione occupata interamente dal senso del Potere. Il nostro primo rapporto, nascendo, è dunque un rapporto col Potere, cioè con l’unico mondo possibile che la nascita ci assegna. Il Potere in Calderón si chiama Basilio, ed ha connotati cangianti: nella prima parte è Re e Padre, ed è organizzato classicamente: la propria coscienza di sé – fascista – non ha un’incrinatura, un’incertezza. Nella seconda parte – quando Rosaura si risveglia povera, sottoproletaria in un villaggio di baracche – Basilio diviene un’astrazione quasi celeste; infine, nella terza parte, è il marito piccolo-borghese, benpensante, non fascista ma peggio che fascista». Il tema della diversità, della irriducibilità di ogni essere umano alle logiche del potere borghese, è dunque ricorrente in tutti i sogni, risolto nelle metafore di amori incestuosi. Segue una quarta (e ultima) incarnazione di Rosaura in uno «scheletro bianco quasi senza più capelli, nella cuccia»: lo scheletro vivente di una vittima delle SS naziste, nello stesso salone di reggia trasformato in lager, mentre irrompe il coro degli operai comunisti in veste di salvatori. Eppure, ancora una volta, la critica disillusa di Pasolini risulta trasversale: Basilio chiuderà la tragedia mostrando a Rosaura l'impossibilità della realizzazione del sogno comunista.

 Dalle parole di Pasolini all’interpretazione del regista Tiezzi che sottolinea l’aspetto di ‘tragicommedia’ presente nel testo, lasciando emergere la sua comicità stridente, surreale e stralunata in cui l’aulico e il popolare si mischiano confondendosi. Il gioco di riflessi e di rimandi fra realtà e sogno, presente in ogni scena e evidenziato attraverso la dicotomia dei costumi in bianco e nero e i giochi di luce e ombra, costituisce il fulcro della riflessione sui temi della diversità e della libertà.

 

In occasione dello spettacolo, mercoledì 5 ottobre, ore 17, Sandro Lombardi presenta alla Pergola il suo volume Puro Teatro (Cue Press) insieme a Cesare Molinari, Laura Caretti e Renzo Guardenti. Introduce Marco Giorgetti, direttore generale della Fondazione Teatro della Pergola.

CAST

Regia: Federico Tiezzi

Drammaturgia Sandro Lombardi, Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi

Con (in ordine di apparizione): Sandro Lombardi, Camilla Semino Favro, Arianna Di Stefano, Viola Graziosi, Graziano Piazza, Silvia Pernarella, Ivan Alovisio, Lucrezia Guidone, JosafatVagni, Debora Zuin, Andrea Volpettie con la partecipazione straordinaria di Francesca Benedetti

Scene: Gregorio Zurla

Costumi; Giovanna Buzzi e Lisa Rufini

Luci: Gianni Pollini

Movimenti coreografici: Raffaella Giordano

Canto: Francesca Della Monica

Assistentealla regia: Giovanni Scandella

Foto di scena: Achille Le Pera

Produzione: Teatro di Roma e Fondazione Teatro della Toscana

 

DATE

Martedì 4 ottobre, ore 20.45

Mercoledì 5 ottobre, ore 20.45

Giovedì 6 ottobre, ore 20.45

Venerdì 7 ottobre, ore 20.45

Sabato 8 ottobre, ore 20.45

Domenica 9 ottobre, ore 15.45

 

 

 

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