Marco Pannella

L'ultimo spregio al leader radicale, fiumi di miele e montagne di zucchero in una trionfo di dolenti ipocrisie

Si curamente le prefiche di oggi, domani si sentiranno finalmente liberi di non dover più fare con il richiamo alla loro cattiva coscienza

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Bastano poche ore per rimanere disgustati dall'alluvione di banalità zuccherose e onnecelebranti che riempiono i media italici dopo la morte di Marco Pannella. E' tipico dell'ipocrisia borghese celebrare appena morto il vicino che da vivo si è invidiato, e per questo si sarebbe ucciso a morsi, o anche a sputi.
La cosa più seria (e non è detto che qualche prelato ebbro non lo faccia) sarebbe proporlo per la beatificazione. Santo subito, con una bella canna in mano.
Cristallo di purezza, apostolo dei diritti civili, uomo all'avanguardia degli immortali destini dell'umanità; Sol dell'Avvenire che ha dettato la strada a tutti: politici, docenti universitari, soprattutto giornalisti dalla lingua adesiva ad ogni deretano potente che passa.

Uno show di pochezza, viltà, conformismo, coccodrillismo d'infima qualità.
Soprattutto da parte di una sinistra che dal radicalismo di massa è stata prostituita a cameriera dell'alta finanza internazionale, ottenendo in cambio qualche quota di libertinismo plebeo.
Della destra non parliamo, adorante il successo e il potere, se non il grado raggiunto in qualche Loggia.

Per me - come dice Giorgio Gaber: - sono disposto ad andare dritto in galera, ma vorrei dire che Marco Pannella resta esattamente quella faccia... che era!

In questo momento sta dinanzi a Minosse, che si chiede se abbia la coda abbastanza lunga per lui. Lo accompagna verso la barca di Caronte il coro celeste delle anime di qualche centinaia di migliaia di bambini mai nati in questa povera Italia, grazie ai suoi "diritti civili" degni della modernità, ossia dell'apoteosi dei Gulag e Lager.

Una cosa vera la sua vita però ci testimonia: ogni potere mondano cessa nel breve tempo di alcuni decenni... e dopo sono cavoli amari per tutti. Arriva irrimediabilmente il conto.
A Dio piacendo.

Amen

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