Molestie e potere

Il bullismo a scuola, una piaga sociale sommersa da combattere per salvare i nostri figli

di Massimo Melani

Il bullismo a scuola, una piaga sociale sommersa da combattere per salvare i nostri figli

Con questo articolo diviso in più parti cercheremo di dare una risposta e magari anche un aiuto alla signora Annamaria di Lerici, la quale si lamenta che Totalità non tratta a dovere il problema del bullismo. A parte il fatto che proprio il sottoscritto ha invece pubblicato vari pezzi su questa dilagante piaga sociale, tengo però a puntualizzare che fa molto piacere ricevere simili richieste, perché la cosa evidenzia che i nostri lettori sono molto sensibili ai grandi problemi che la realtà ci sbatte quotidianamente davanti agli occhi.

 Cominciamo.

La parola bullismo si riferisce a tutte le forme che riguardano gli atteggiamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, che si verificano senza motivazione evidente, adottati da uno o più studenti contro un altro o più coetanei.  

Gli atti dell'infastidire o intimidire possono essere molteplici, come colpire o spingere o sputare (intimidazione fisica); calunniare o insultare (bullismo verbale), esclusione sociale (bullismo sociale) intimidazione attraverso gesti (bullismo emotivo, non verbale); invio di messaggi insultanti per posta elettronica ("cyber-bullismo"). 

Le molestie esercitate per imporre il proprio potere sugli altri attraverso continue minacce, insulti, aggressioni, molestie, ecc, puntano al totale dominio del soggetto preso di mira nel corso di mesi o anche anni. 

La vittima soffre in silenzio, nella maggior parte dei casi. Gli abusi intimidatori provocano dolore, angoscia, paura, al punto che, in alcune situazioni, possono portare a conseguenze devastanti come il suicidio.

La scuola è il luogo ideale per le attività di questi giovani aggressori.  

Com'è noto per lo più trattasi di molestie invisibili per gli adulti e gli insegnanti che quasi sempre non sono a conoscenza del disagio che molti alunni stanno verificando sulla propria pelle. 

Il bullo insegue la vittima nei bagni, nei corridoi, nella sala da pranzo, nel patio, e sempre in assenza di adulti che potrebbero fermarlo.  In alcuni casi, le molestie al di là delle mura scolastiche, arrivano a mezzo telefono o e-mail. 

Di solito chi abusa evidenzia un comportamento provocatorio permanente. Ha un suo modello aggressivo nella risoluzione dei conflitti, e questo deriva dalla difficoltà di ottenere nella vita un certo tipo di rapporto negato dalla famiglia o dagli amici. 

Vittime di molestie di solito sono bambini che non hanno le risorse o capacità di reazione. Sono poco socievoli, molto sensibili e fragili, quasi "schiavi" del gruppo, e non riescono a nascondere le loro paure o imbarazzi di fronte al prepotente di turno. 

L'aggressore si sente superiore, perché ha il sostegno di altri bulli o perché certuni hanno poca capacità di rispondere agli attacchi. Le cause di tali delinquenziali atteggiamenti possono risiedere nei benefici sociali a cui i bambini sono esposti, in assenza di valori, di limiti, regole e modelli di coesistenza; ricevere la punizione o subirla con la violenza o l'intimidazione e imparare a risolvere i problemi e le difficoltà con la repressione sono la conseguenza a questo stato di cose.

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