Editoriale

Marcello Veneziani: perché chiude Cucù, addio al Giornale

Prepensionato, è il prezzo da pagare per aver criticato Berlusconi

Marcello Veneziani

di Marcello Veneziani

ualche tempo la seguita rubrica Cucù che Marcello Veneziani ha tenuto per 4 anni sulla prima pagina del Giornale aveva una cadenza “ballerina” e molto suoi lettori si sono allarmati chiedendo ragione all’interessato.

Veneziani ha afffidato alla pagina facebook che lo riguarda quanto segue. Noi lo proponiamo ai nostri lettori.

Cari Lettori,

ora vi spiego. Siete in tanti a scrivermi e telefonarmi per sapere come mai non appare più il cucù sul Giornale. Non posso andar via come un clandestino. Il Giornale mi ha comunicato la decisione di chiudere il mio rapporto di lavoro. Subito o al più entro l'estate. La decisione dell'Editore è presa e finirà in modo consensuale. La motivazione formale è lo stato di crisi dei giornali e del Giornale stesso che impone tagli e prepensionamenti. Al Giornale, si sa, esprimevo una linea dissonante, la mia rubrica era un'isola. Cominciai a scrivere sul Giornale venticinque anni fa, chiamato da Indro Montanelli, ne uscì quando mi parve che la sua posizione non rappresentasse più i suoi lettori e la necessità di una svolta nel Paese; vi ritornai con Feltri per due volte. Lascio a ciascuno pensare al risvolto politico, giornalistico, ma anche umano e professionale, della vicenda in corso; vi risparmio il mio stato d'animo. 

Chi ha idee come le nostre non è facile che trovi tribune accoglienti. Tengo a farvi conoscere lo stato delle cose, senza polemiche, anche per rispondere a quanti in precedenza mi chiedevano come mai la rubrica quotidiana saltava così spesso negli ultimi tempi, non per mia negligenza. Ho un ruolo pubblico, rappresentativo di un'area d'opinione, la mia attività è esposta in vetrina ogni giorno. Dunque è giusto essere trasparenti fino alla fine e giustificare a voi lettori, che siete i miei veri editori, la futura assenza e la scomparsa della rubrica cucù, dopo quattro anni di vita. Ho già vissuto situazioni analoghe, alcuni ricordano precedenti esperienze, censure, licenziamenti, casi come l'Italia settimanale ma non solo.

E' il prezzo amaro della libertà e dell'incapacità di essere cortigiani, ruffiani e puttani.

Non è un mistero che da tempo reputo conclusa la parabola politica di Berlusconi: da anni non esprime una posizione politica e non interpreta il sentire del suo popolo, perché è preso nelle proprie vicende e nella tutela, pur comprensibile, dei suoi interessi. Lo scrivo da tempo, in un crescendo di toni, da La rivoluzione conservatrice in Italia, ed. 2012 (“la fine del berlusconismo”), poi sul Giornale stesso e giorni fa sul Corriere della sera.

Criticai pure la “pascalizzazione” di Berlusconi, i messaggi sulla famiglia, i trans, l'animalismo. Non ebbi esitazioni a criticare Fini quando era ancora in auge, perché ritenevo che stesse uccidendo la destra, e il tempo poi ci dette amaramente ragione. Per lo stesso motivo non ho esitato a dire che Berlusconi fu la causa principale del trionfo elettorale e poi della dissoluzione del centro-destra. Lo portò al governo e poi alla rovina, col concorso determinante di poteri ostili e alleati ottusi, giudici e media; aggregò forze diverse e poi le disgregò.

Espulse pezzi uno dopo l'altro, fino al vuoto, farcito di quaquaraquà. Le mie idee saranno giuste o sbagliate, lo dirà la prova dei fatti, ma quei giudizi nascono da un ragionamento, privo di rancori o vantaggi personali, mosso da passione di verità e da una testimonianza di vita e di coerenza, costi quel che costi. Cercherò di non chiudere il rapporto con voi che mi seguite da tempo e siete abituati al gusto aspro della libera verità, anche quando è scomoda, per noi stessi o per chi abbiamo, in spirito di libertà, sostenuto. Finché ne avrò la possibilità, scriverò dove mi sarà permesso dire quel che penso, e non mancherò di far sentire la mia voce e anche i miei pensieri dell'anima, quelli meno legati all'attualità.

Vi voglio bene, sul serio

Marcello Veneziani

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    5 commenti per questo articolo

  • Inserito da ghorio il 06/03/2015 14:34:46

    Naturalmente sottoscrivo le considerazioni di piccolo da chioggia, con il quale mi trovo sempre d'accordo anche per i suoi scritti culturali che appaiono su "Totalità". Poi debbo dire che sinora non ho visto prese di posizioni, a livello di intellettuali, di " solidarietà" nei riguardi di Veneziani. Se fosse avvenuto a sinistra, almeno per un mese tra giornali, web e tv, si sarebbe parlato a dismisura come 2attentato " alla libertà di esprimere delle idee.

  • Inserito da Domenica il 04/03/2015 20:51:40

    Se non si sentiva più a suo agio in un certo ambiente giornalistico, avrebbe fatto meglio ad anticipare l'editore, dimettendosi. (E poi,per paradosso, il copyright di Cucù era di Berlusconi, che fece questo verso alla Merkel, a significare una sostenibile leggerezza che Veneziani ha cercato di emulare nella sua rubrichetta con le sue battute e i suoi calembours, ovviamente a pagamento. (Ma nella scuderia degli autori Mondadori, Veneziani ci rimarrà o no?). Statene certi, leggeremo i suoi elzeviri da qualche altra parte, se non mostreranno rancori. Avrebbe dovuto aspettarselo: assumendo il liberale Piero Ostellino, il Giornale non poteva tenere a libro paga il pensatore reazionario.

  • Inserito da piccolo da chioggia il 04/03/2015 20:44:51

    benvenuto Marcello Veneziani qui a Totalità in linea diretta con i suoi scalcinati(parlo x me)e fedeli (parlo PURE x me)lettori. speriamo leggerlo + spesso. chi ha + voglia di dar oboli al Giornale pascalizzato etc? parlo sempre x me...

  • Inserito da ghorio il 04/03/2015 11:47:25

    Ho sempre ammirato Veneziani per il suo modo di scrivere, sia come editorialista che come polemista. Un giornalista che dovrebbe avere porte aperte nella stampa dell'area di centrodestra. Invece apprendiamo che "Il Giornale" , di fatto, cancella la sua collaborazione per ragioni di costi. E' davvero sorprendente. L'impegno di Veneziani nel campo editoriale è stato rilevante basta ricordare "Italia Settimanale", un rivista fatta bene , osteggiata dal mondo politico dell'area di centrodestra. Poi è arrivato " Lo Stato", un'altra rivista fatta bene con la fusione con "Il Borghese" e poi la cessazione della rivista nata dalla fusione, con la direzione di Feltri, per i soliti misteri, considerato che nell'area di centro destra manca un settimanale impegnato, nonostante la possibilità di poter contare su una vasta area di lettori. Quando si parla e si scrive di rilancio del centrodestra bisognerebbe pensare alla presenza di prodotti editoriali di sostegno con un progetto che deve essere sostenuto a tutti i livelli. Evidentemente a Veneziani, come lui stesso scrive , sono stati determinanti per la sua uscita da "Il Giornale" le critiche a Berlusconi. Ma sarebbe ora che i giornali di quest'area guardino alla realtà giudicando i politici dai loro comportamenti e dalle loro coerenze, oltre che dalle idee e dai programmi. Mi auguro di poter leggere ancora per molto tempo gli scritti e i libri di Veneziani, un giornalista e saggista di vaglia, nel solco di quel giornalismo battaglieri e controcorrente che non guarda in faccia a nessuno e lo giudica dai fatti e dai comportamenti.IN ogni caso , in fatto di editoria, non si sono capite tante scelte nell'area di centrodestra. Ricordo la cacciata di Giordano Bruno Guerri da " L'Indipendente", un piccolo quotidiano ben fatto e ben impostato, per aspetti legati ad un titolo con una parola che oggi è sulla bocca di tutti , uomini e donne. Spero poi che lo stesso Veneziani scriva di più su questa bellissima rivista online.

  • Inserito da 66eli il 03/03/2015 21:26:52

    Se ne vanno sempre i migliori

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