Elsa Osorio

La scrittrice argentina in libreria col suo nuovo romanzo

Memoria storica, ma anche grande maestria nel far emergere sempre la verità

di Manuela Ciprì

La scrittrice argentina in libreria col suo nuovo romanzo

Elsa Osorio

Quando lei scrive una sua opera e poi la pubblica, il suo lavoro è di tutti, diviene patrimonio dell’umanità, che molti leggono e interpretano a loro modo. Le è mai capitato di odiare uno dei suoi lavori perché è stato frainteso il suo pensiero?

Non mi è mai successo di aver odiato un’opera dopo la sua pubblicazione. Non la rileggo. So che l’ho data e che gli altri hanno il diritto di interpretarla come preferiscono, a volte in maniera differente da come l’avevo pensata, arricchendola con sfumature che io non avevo considerato. Credo che a volte si dica di più di ciò che era l’intenzione originaria e questo mi sembra un aspetto bello della letteratura. Ho accettato anni fa il patto con il lettore. In generale i miei lettori mi commuovono.

Quale lavoro pensa di realizzare nel futuro.

Sto scrivendo un racconto su un personaggio storico poco conosciuto. Una donna, di origine argentina, che comandò un battaglione nella guerra civile spagnola e che visse intensamente l’avventura intellettuale e ideologica del XX secolo.

Con queste domande due anni fa avevo concluso  un’ intervista  con Elsa Osorio, scrittrice argentina, vincitrice di molti premi letterari, tra cui il Premio Acerbi – Letteratura per conoscere e avvicinare i popoli -  nel 2009, a Castel Goffredo in provincia di Mantova, con il romanzo Lezioni di Tango,  una storia fantastica che  prende spunto dal tango per soffermarsi sulle vicende umane e difficili del Paese Latino-americano. Elsa Osorio,  la voce dell’opposizione alle dittature, descrive nuovamente una storia sulle donne.  

Chi legge e apprezza questa grande scrittrice ricorda la vicenda narrata in  Vent’anni di Luz,   in cui denunciava le malefatte del regime dittatoriale argentino, un romanzo così intenso e vissuto  che Elsa Osorio lo definì il libro che le ha permesso di  togliere “un coperchio alla sua anima” e di affermare che da quel momento in poi avrebbe potuto  chiamare quegli accadimenti con il loro nome. Successivamente si è concentrata  sul periodo buio del suo Paese descritto in Sette notti d’Insonnia, la vicenda dei desaparecidos in 12 racconti fatti da alcuni protagonisti; ad esempio la storia di Laura che dopo anni rivede il suo aguzzino in casa di una vicina o di  tutte le madri e le nonne alla ricerca dei loro cari.

Quest’anno la scrittrice pubblica un nuovo romanzo, La Miliziana,  un lavoro di ricerca, come molti suoi libri. Ella, più volte, in varie interviste ha testimoniato questo grande amore per l’indagine conoscitiva, l’importanza di internet, di giornali e riviste del tempo, il suo impegno  nel cercare informazioni nascoste e il grande piacere nel trovare risposte alle sue domande. La protagonista Micaela Feldman Etchebéhere, detta Mika, una combattente ebrea argentina di origini russe e passioni rivoluzionarie, l’unica donna che durante la Guerra Civile spagnola ha comandato una milizia antifranchista. Intrecciando nel romanzo le testimonianze di chi l’ha conosciuta personalmente, le sue lettere e i suoi scritti Elsa Osorio ripercorre la storia di Mika a partire dagli anni dell’università, a Buenos Aires, e dall’incontro con Hipólito Etchebéhère, che diventerà il suo compagno di vita e fa un omaggio a una donna straordinaria, dimenticata dalla storia ufficiale.  Una donna che si ritrovò in Europa a combattere contro i soprusi delle dittature,  in un periodo storico estremamente complesso e governato da terribili despoti (come in Germania, Italia e Russia).

Il dialogo a distanza che si instaura tra Mika, scappata dall’Argentina per rifugiarsi a combattere contro i franchisti, e Elsa Osorio, fuggita dall’Argentina per rifugiarsi in Spagna  per dimostrare la sua contrarietà al governo del suo Paese, soprattutto dopo  che negli anni Novanta accolse l’indulto per i responsabili dei crimini della dittatura, è profondo e intenso. Due donne, due protagoniste di una resistenza, come molte altre donne, madri e nonne di Plaza de Mayo.  In varie occasioni la scrittrice ha sottolineato le vicende del periodo in cui frequentava l’università a Buenos Aires e ricordato gli anni della paura, della non tutela dei diritti civili e umani, di quando le persone non sapevano se andando al lavoro o all’università sarebbero mai tornate a casa la sera.  Molti etichettano questa scrittrice come colei che scrive prevalentemente sulla memoria storica, questo è anche vero, ma c’è anche da precisare che Elsa Osorio ha soprattutto il dono di mettere in luce tutte le verità con più forza di un testimone.

La narrativa gli permette anche di ironizzare con i suoi personaggi e osservarli su varie prospettive. Questo nuovo libro sarà presentato il 16 febbraio 2012 alla Casa Argentina in via Veneto a Roma, dove presenzierà anche l’autrice.

Sarà, sicuramente, un’occasione per risolvere molti enigmi su questa vicenda appena riemersa dall’oblio della memoria. 

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