Il regalo della fantasia

La lettera di Babbo Natale ad alcuni bambini

di Il Raccontafavole

La lettera di Babbo Natale ad alcuni bambini

Giorni fa, Oscar, un simpatico elfo, aiutante di Babbo Natale, ha trovato questa lettera che lo stesso Santa Claus ha inviato, lo scorso anno, a tutti quei bambini che non hanno trovato i giocattoli richiesti sotto l’albero.

Eccone il testo.

Cari ragazzi, sì, ho letto tutte le vostre letterine che mi avete inviato e conosco a memoria la lista dei balocchi che ognuno di voi mi ha chiesto.

Un elenco tanto lungo come il collo della giraffa e tanto corpulento come il lombo del rinoceronte. Ma, come succede quasi tutti gli anni, i giocattoli gli ho terminati prima di aver completato il mio percorso con la slitta.

No, Carlo, non mettere il broncio e non diventare così triste. E anche tu, Pietro, né tu, Marianna. Non è corretto scrivermi che sono ingiusto perché al ragazzo della casa grande ho lasciato una bicicletta, una carabina e una palla da rugby, e a voi niente.

È molto sbagliato essere arrabbiati con me, in quanto, per voi, che non avete trovato i balocchi sotto l'alberello, né vicino al camino, ho qualcosa di meglio, molto meglio.

Stefano: dal tuo lettino dell'ospedale mi chiedesti un triciclo. Ma tre ruote sono poche per correre, come desideri te, alla velocità del "Jet", e puoi pedalare tanto velocemente, ma poi finirai per stancarti.  Ma ... chiudi gli occhi, per te ho un grande uccello, con morbide ali gialle, lo vedi? Sì, si che lo vedi! Puoi arrampicarti sopra e viaggiare dove vuoi, rapido come il vento, quante volte lo desideri. Ti basta chiudere gli occhi e pensare…

Per te, Mariana, invece della bambola parlante e del fermacapelli di seta, ti ho lasciato tre mesi fa - perché talvolta consegno alcuni regali in anticipo- una sorellina, che è una meraviglia: piange, mangia, muove le gambe e le braccia, guardala, fatti conoscere, gioca con lei! Le bambole, cara bambina, rimangono sempre eguali, non crescono e non imparano canzoncine come puoi insegnare alla tua sorellina.

A te Pietro, così come a te Martina, Andrea, Paolo, Susanna, vi ho mandato i miei regali con la posta del vento. Farfalle in estate: gialle, arancioni, con chiazze nere, turchesi, amarena.

Già vi vedo correre dietro ad esse per i campi, nelle aie e nelle vie vicino alla ferrovia, veloci e sorridenti! E ho riempito i fossati con piccoli pesci d’acqua dolce, affinché li peschiate con una canna estemporanea, li vediate nuotare, saltare e disegnare mulinelli inverosimili nella lattina di conserva.

Benché non vi abbia lasciato i giocattoli, siete i miei prediletti. E per tal motivo desiderio donarvi alcune cose importanti: l’imbastitura di pozzanghere di pioggia sulle strade dissestate; il concerto di grilli che tentano di far sorridere il caldo quando si arrabbia; l'umile rampicante “signora della notte” nel momento in cui apre i suoi ombrelli bianchi quando arriva la prima ombra…

Lo so, Andrea, che tutto questo non ti toglierà la fame né renderà quel pezzo di pane che tieni in mano più grande. So già che ciò non può coprire il buco della tua scarpa, né riscaldare la schiena in questi giorni d'inverno. Ma ti convincerà che il mondo non è un'arena grigia ove si transita con un po' di dolore e un po' di fatica, è ben altro di una mera scatola di sorprese, dove ognuno può trovare qualcosa che inauguri un sorriso, che accenda una speranza e che alimenti un'emozione. Ora sei piccolo e t’importa più di un gelato che di un pezzo di cielo che spunta tra quegli enormi edifici. Ma devi sapere che ogni gelato che non mangi che ogni giocattolo che non hai, ti darà una forza così immensa che dovrai sfruttare solo a tuo beneficio. Bisogna guardare in tutte le direzioni per conoscere bene la gente, e occorre anche guardare in direzione di noi stessi per conoscersi e amarsi.

E’ necessario lottare, combattere contro gli stenti e la cattiveria della gente; sì è così Susanna, è così Paolo…

Senza dimenticare che la vostra prima missione, quella di ogni giorno, è sorridere. Sorridere al  lenzuolo logoro e al rammendo dei vostri pantaloni e pensare “Studierò molto, lavorerò molto ed allora li sostituirò con un lenzuolo nuovo ed un paio di pantaloni senza rammendo”.

Sì, sorridere a vostra madre, che a volte non si rende conto della tua pena Martina, o della tua allegria Filippo, perché è molto preoccupata; i grandi devono sempre risolvere problemi molto seri ed è per questo che in certune occasioni possono sembrare un po' aspri. E ricordatevi sempre dei grilli e delle farfalle, dei pesci di acqua dolce, delle pozzanghere... Anche, quando sarete maggiorenni.

Un uomo che almeno una volta al giorno alza gli occhi al cielo come un barilotto speranzoso, è un uomo che, oltre a avere conti e numeri incollati sulla fronte, porta nel cuore farfalle svolazzanti. Voglio che siate uno di quegli uomini. Un uomo buono, un uomo che ama. Allora... potrò chiedervi un favore: diventare miei aiutanti.

Perché sono vecchio e stanco di tanto e tanto camminare, e ho bisogno di uomini buoni che mi aiutino a consegnare i giocattoli negli ospedali, nelle case dei poveri, negli asili. Eh, sì, Paolo, quanta allegria mi darai, e quanti, sorrisi felici accenderemo... Sì, Susanna, Carlo, Marianna… con assistenti come voi, nessun bambino mai più rimarrà senza il suo giocattolo. Ne sono sicuro. Per tal ragione, Filippo, se tua madre quest’anno piange, come gemette l'anno scorso, perché non trovasti il tuo giocattolo vicino al camino, dagli un bacio, sorridi e dille: “Non piangere, mammina... non credere che Babbo Natale non mi voglia bene. Al contrario, mi ha regalato i pesciolini, le farfalle, i grilli, ed inoltre... mi ha nominato suo aiutante. Dimostrazione questa che mi ama tantissimo.

E così, quando sarò grande, nessuna mamma dovrà piangere perché suo figlio è rimasto senza giocattoli la Vigilia di Natale...”

L’elfo si asciugò le lagrime, inserì la lettera nella busta e si diresse verso Babbo Natale.

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