La giornata politica vista da Vincenzo Pacifici

Berlusconi rilancia e promette vittoria, la Lega dei popoli dal nome scombinato, Storace esorta la Meloni a fare sul serio

di Vincenzo Pacifici

Berlusconi rilancia e promette vittoria, la Lega dei popoli dal nome scombinato, Storace esorta la Meloni a fare sul serio

Ancora e sempre e solo il tonitruante Berlusconi, che promette ai suoi senatori: “Non chiudo il partito, anzi nel 2018 sarò ancora in campo e lascerò con una vittoria” ma “teme il voto e boccia l’Italicum di Renzi” e “vuole più tempo per trattare per evitare la finestra elettorale di marzo 2015”. Quando verrà il giorno in cui il Cesare di Arcore comprenderà che il suo sodale sta intensamente ed incessantemente lavorando per rendere il suo apporto ininfluente con apporti di transfughi di varie sponde, pronti more italico a salire sul carro del vincitore? Quando comprenderà che questo comportamento equivoco suo e degli uomini e soprattutto delle donne del suo raggruppamento lo porta ad una costante, irrefrenabile perdita dei consensi? Secondo l’Osservatorio politico “Datamedia ricerche” dalle politiche del 2013 ad oggi FI è passata dal 21,6% al 13,5% mentre il PD nello stesso periodo è salito dal 25,4% al 41,0%. Basta? I dati non parlano chiari e non sono eloquenti di una condotta autolesionistica e deleteria?

A parte la solita concione del leader sono mancati una denunzia fitta ed articolata dell’inconsistenza e della precarietà della legge di stabilità, di cui andrebbero rivelati gli arcani e delle rodomontate sull’Europa del cosiddetto “premier” ed il sostegno agli alluvionati di Genova con esplicita indicazione delle gravissime responsabilità delle classi amministrative dal dopoguerra in poi in grandissima misura di sinistra e l’appoggio alle forze dell’ordine, che si considerano prese in giro dal governo, in quanto nella legge di stabilità manca il minimo accenno agli 800 milioni (poi diventati un miliardo), attesi a soddisfazione delle richieste avanzate e principalmente recepite.

Secondo il sondaggio di “Datamedia” la Lega Nord tra le politiche del 2013 ed oggi ha più che raddoppiato i consensi (dal 4,1% all’8,5%) mentre FdI dal 2,0% dell’esordio ha toccato il 4,0% , punta oltre quale non riesce ad avanzare.

“Il Tempo”, sbagliando sulla collocazione parlamentare, ha raccolto un’intervista di Raffaele Volpi, senatore e non deputato, incaricato di organizzare la nuova entità  “Lega dei Popoli”, utile perché non ha smentito o meglio non ha rinnegato le radici ideologiche del partito padre e perché  ha portato alla luce i connotati confusi, velleitari e “zattera di salvataggio” per politici riciclati ed attualmente senza collocazione, un nome su tutti, quello dell’ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa, già MSI, poi, AN, poi PDL. Il cinquantaquattrenne funzionario di partito pavese ha segnalato che “i due soggetti resteranno distinti. Non si snaturerà, insomma, l’identità che la Lega ha coltivato nei 25 anni della sua storia”. Intelligentibus pauca verba …. Sulla composizione da minestrone della “Lega dei Popoli” (già il nome appare antinazionale perché il popolo italiano è uno ed uno soltanto), Volpi non ha avuto riserve nell’affermare :”Io credo che ci siano persone per bene che hanno fatto politica e che meritano di essere rimesse in gioco. Ma vorrei sottolineare un altro passaggio: alcune adesioni ricevute hanno pensare alla nascita di un partito ‘nero–verde’: Ma non è così, chi ci sta affiancando viene dalle storie politiche più disparate. Ci sono, per dire, anche ex centristi o i delusi di FI e NCD”. Ha emesso una condanna meritata ma antistorica su FdI, che “ha una storia molto caratterizzata e un bacino potenziale delimitato dal chiaro posizionamento a destra”.

Ora il funzionario di partito (una qualifica significativa quanto eloquente) ha giustamente segnalato i limiti di FdI , finora incapace di uscire dall’angolo e di riconquistare e di rivendicare la propria “ storia molto caratterizzata”, che, forte dei valori contenuti nell’esperienza di Alleanza Nazionale, poteva attingere a risultati superiori a quelli della Lega.

A proposito della destra va guardato con attenzione all’intervento di Storace, che, momentaneamente accantonate le preoccupazioni personali, che speriamo al più presto cancellate, ha esortato la Meloni a “decidersi a fare sul serio”, perché “altrimenti andrà a finire che, paradosso della storia, Salvini si beccherà pure saluti romani e alalà”. E’ un’ipotesi estrema, esclusa da quanti hanno creduto e continuano a credere nell’Italia unita e nella patria solidale e comune.

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da pietro46 il 05/11/2014 17:30:56

    Però Storace...era o no,fino a ieri,inserito fra le fila del cdx berlusconiano?E se lo era...non possiamo permetterci forse di pensare che ha ben compreso che 'di là':"non c'è più trippa per gatti"?Perchè questo si comprende.Dunque una definitiva decisione:chiusura totale presente e futura al berlusconismo...e accada quel che può,a dx. NB:Le è andata bene comunque ad 'allontanarsi':berlusconi ha 'chiaccherato'con Luxuria che,per gasparri a cena,la Pascale 'pretende' per lui verdurine e 'brodi riscaldati'...cxxxx potevate/mo mangiarci il mondo nel '94 e ridursi a brodini ...""riscaldati""...

  • Inserito da Storace il 24/10/2014 15:19:21

    ....momentaneamente accantonate le preoccupazioni personali, che speriamo al più presto cancellate,.... Quante sciocchezze su di me....

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