In Italia tutti i giorni si officia una ricorrenza

Non essere il peggiore di tutti a Halloween

Preparati per il grande evento, da tipico italiota

di Massimo Melani

Non essere il peggiore di tutti a Halloween

Sì, ma cos’è Halloween.

La storia, come già spiegato in altre pagine della rivista, non è molto definita ed ognuno mette a disposizione la propria conoscenza dell’evento, e l’adorna secondo il proprio gusto e proporziona giri argomentativi a richiesta del consumatore.

Una delle poche cose certe è che detta festività proviene dai celti e dal loro Samhain “Fine dell'estate”, secondo l'irlandese antico, quando si credeva che la linea tra tutti e due i mondi si ingentiliva fino al punto che tutte le anime, vive e morte, uscivano congiuntamente per le strade.

E la parola Halloween?  Gli scozzesi, che hanno un accento molto chiuso, variano l'espressione “All Hallows' Eve”, cioè vigilia di tute le anime, perché pronunciandola, in seguito, nel mondo tutti hanno capito Halloween.

Non bisogna significare il tutto solo con celebrazione.

Tutto questo non ha importanza. Il fatto, di per se stesso, è che si tratta di una festa e pertanto occorre celebrarla. Non importa la sua provenienza o come si chiami.

In Italia tutti i giorni si officia una ricorrenza.

E’ una tradizione ancestrale, della cui patria ignoriamo l'origine.

Da quanto a noi risulta e basandoci su differenti dimostrazioni empiriche, ogni data che porti esplicita o implicita la parola festa o trovi relazione infima con tutto quello che supponga festeggiamento, noi l'adattiamo e celebriamo come se fosse propria, quasi per cameratismo umanitario o perché ci attacchiamo a tutto pur di non lavorare.

La zucca di Facebook.

Compra una zucca, vuotala con un cucchiaino da caff per non rovinarla, intagliala accuratamente trasformandola in un volto terrificante, introduci dentro di essa una candela dell'odore che vuoi, mettila nel giardino e fagli una foto per portarla su Facebook… e condividi la tua opera maestra col resto dell'umanità in questa data tanto importante.

Obbligo di mascherarsi.

In origine, la gente utilizzava delle maschere durante la vigilia di tutti i morti, per scacciare gli spiriti maligni e soprattutto perché stessero lontano dalle case.

Ora la cosa fondamentale è ottenere un travestimento come sia, quello che sia, qualunque sia, fosse di Batman o di un concorrente del Grande Fratello (costume con maschera dallo sguardo perso nel vuoto, super muscoli, capelli ingelatinati, caffè e sigaretta); i tempi cambiano, bisogna adattarsi e postare un'altra foto su Facebook, affinché tutto il mondo si accorga di quanto sei ridicolo.

Sporca la casa.

Acquista ragnatele, pipistrelli di gomma, zucche, scheletri se-movibili, corone da defunto, portachiavi con bara... o non pulire, come fai al solito, per darle un aspetto oscuro e inquietante.

Fa quello che di solito si fa ad Halloween.

Secondo la storiografia, le attività tipiche di Halloween sono mascherarsi, giocare a Dolcetto o Scherzetto, i falò (?) e guardare film horror tipo “Venerdì 13” o “Non Aprite quella porta”, perché soprattutto nell'epoca celta l'industria cinematografica era estesa ed è quello che si faceva e si continua a fare.

Ma una delle tue usanze preferite, ne sono certo, è quella di introdurre chiodi, lamette ed altri oggetti acuti nelle mele caramellate, frutto tipico del raccolto di autunno, che di solito venivano ripartite tra i bambini, causa questa che obbligherà alcuni ospedali ad offrire le loro macchine ai raggi X per analizzare il frutto. E una selva di bambini in fila.

Inventa una storia.

Non volevamo essere tanto letterali, ma una decorazione storica non disturba nessuno. Crediamo!

Il colore arancione, nero e violetto sono le tonalità dell'autunno.

Il famoso “ Dolcetto o scherzetto” ha la sua genesi in un'anima brutta e perversa che andava di casa in casa facendo questa domanda, e chi non accettava di dare il dolcetto doveva subire lo scherzetto, o più precisamente una beffa mortale.

E poi c’è la storia delle zucche incandescenti, uummm!

C’era una volta un uomo chiamato Jack, che in seguito diventerà l’anima schifosa di Dolcetto o Scherzetto, che il Diavolo volle prendere per portarselo all'inferno.

Come ultimo desiderio in vita Jack, chiese che la sua anima non potesse essere mai reclamata dal mondo sotterraneo. Morendo, dopo tutto il male che aveva fatto, San Pietro non gli permise di entrare in cielo.

Satana lo confinò in un luogo ancor peggiore dell'inferno. Infatti, venne condannato a vagare per il limbo con una rapa vuota ed un carbone incandescente al suo interno, come unica luce disponibile. Ptsss, ptsss forse era una zucca!!!

Ah buono, la zucca è più facile da intagliare.

Cuore latino.

Insistiamo sull'italica abitudine del “Se è festa in qualunque parte del mondo, bisogna celebrare anche da noi”.

Può darsi che i celti fossero quelli che iniziarono questa festività del raccolto, ma quando i romani invasero le loro terre, incorporarono la celebrazione con la scusa della loro Dea degli alberi da frutta, Pomona, ed eleggendo la mela come frutto rappresentativo, e più abbondante. Poi arrivarono i Papi Gregorio III e Gregorio IV, e chi dice “Vigilia di tutte le anime” dice “Giorno di tutti i Santi” e che celebriamo insieme. Il mediterraneo e la sua cultura latina che è sempre stata così festivamente empatica, e tutte queste erudizioni e i vari papi, lasciarono la loro distinta impronta in tutto il mondo.

La data.

Tradizionalmente è il 31 di ottobre quando si celebra siffatta terrificante festa, giusto nel momento in cui sei pronto a tirar fuori il cappotto, con le palline di naftalina nelle tasche, dall’armadio.

Ma il giorno 'D' si è diluito durante gli anni e allora perché celebrare un unico giorno se possiamo festeggiare una settimana o una stagione intiera?

Con il conseguente risultato che Halloween si commemori dal venerdì alla domenica per un periodo di 10 giorni durante tutte le sue notti, e le sue mattine di risacca.

Ci avevi pensato Renzi? Ma aicche tu pensi te… naccherino!!!

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