Polemiche

Il fallimento dell'Europa

Il botta e risposta

di Laerte Failli

Il fallimento dell'Europa

Forse, come nel caso della creazione dell’Italia, l’Europa è stata creata prima, troppo prima degli europei. Le motivazioni economico–finanziarie hanno sovrastato quelle sociali–culturali e oggi è come essere estranei in casa.

Esiste un legame tra quanto sopra detto e i problemi economici che attualmente investono l’Europa e nostra malgrado ci vedono protagonisti?

Molto probabilmente (la certezza è forte ma non scontata!) l’Italia non raggiungerà la bancarotta: non si tratta di una previsione da chiromante, la convinzione è data dal domino catastrofico che tale evento innescherebbe  trascinando con sé altri Paesi dell’euro e provocando un calo vertiginoso delle Borse. l’”Europa” nei panni della Bce o del Fmi o della Germania o chi per lei ci darà quell’input per risollevarci ma è sempre più forte l’amara convinzione che sarà per interessi (vedere motivi di cui sopra) e non per amor di patria…  anche se ovviamente non si pretende  che  ci si accolli i paesi non autosufficienti.

Tale amarezza è messa in risalto dal recentissimo e sconfortante dibatto tra “Il Giornale” e “Der Spiegel”:

qualche giorno fa Der Spiegel è uscito con "Italienische Fahrerflucht", espressione che indica la fuga del conducente di un veicolo responsabile di un incidente, ed accompagnata da quell'aggettivo "italiana" che sarà ripreso ossessivamente nell'articolo.

Jan Fleischhauer strumentalizza la tragedia della Costa Concordia per filosofeggiare su carattere e psicologia nazionali, razze e culture; si chiede con sarcasmo quanti si siano sorpresi nell'apprendere che un comandante responsabile di un disastro come quello fosse un italiano; infatti, un comandante tedesco o britannico non si sarebbero mai comportati in quel modo. L'articolo, imperniato sulla denigrazione della “razza italiana” e l'esaltazione della “razza tedesca”, si risolve in un delirio di pregiudizi e sciocchezze, e dimostra ancora una volta che non solo la stampa italiana soffre di pessima salute.[1]

Una prima replica giunge per bocca dell’ ambasciatore Michele Valensise che condanna ogni generalizzazione e ricorda che un intero popolo non si può giudicare dal comportamento di un singolo individuo.

Il 27 Gennaio  in coincidenza con la Giornata della Memoria, Il Giornale riprende le strumentalizzazioni di Der Spiegel e spara l'incredibile titolo "A noi Schettino, a voi Auschwitz". Il direttore Sallusti: ”nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno, a differenza nostra, che di passeggeri ne abbiamo salvati 4.200 e di ebrei, all`epoca della sciagurate leggi razziali, centinaia di migliaia. Era italiano anche Giorgio Perlasca, fascista convinto, che rischiò la vita per salvare da solo oltre 5mila ebrei. È vero, noi italiani siamo fatti un po’ così, propensi a non rispettare le leggi, sia quelle della navigazione che quelle razziali. I tedeschi invece sono più bravi. Li abbiamo visti all`opera nelle nostre città obbedire agli ordini di sparare su donne e bambini, spesso alla schiena. Per la loro bravura e superiorità hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l`Europa.[2]

Perchè dobbiamo essere ancora oggi spettatori di simili squallidi teatri?

L’intento non è certo quello di giudicare tali espressioni o impartire lezioni di storia o di morale, ma di analizzare quanto emerso.

Ripercorriamo i passi fondamentali della “nostra” comunità:

1951: Nascita della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) con sei paesi fondatori

L’Unione europea viene posta in essere allo scopo di mettere fine alle guerre frequenti e sanguinose tra paesi vicini, culminate nella seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio comincia ad unire i paesi europei sul piano economico e politico al fine di garantire una pace duratura. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi.

Data alla quale seguono altre 9 tappe cruciali:

1957: Il trattato di Roma istituisce il mercato comune

1973: La Comunità passa a nove Stati membri ed elabora politiche comuni

1979: Prima elezione diretta del Parlamento europeo

1981: Primo allargamento mediterraneo

1993: Completamento del mercato unico

1993: Con il trattato di Maastricht nasce l'Unione europea

1995: L'Unione europea passa a 15 Stati membri

2002: Introduzione dell'euro

2004: Altri dieci paesi aderiscono all'Unione Europea

Abolizione dazi negli scambi, mercato unico, maggior fluidità economico- finanziaria sono i punti fondamentali intorno a cui ruotano i patti, trattati e eventi di cui sopra; forse ci siamo dimenticati degli “europei”!. A meno che l’Europa non sia solo un’espressione geografica ed economica, ci sono almeno milleduecento anni storia (partendo da Carlo Magno, da molti considerato “il padre della patria

 Europea”)  su cui riflettere.”

Il giorno della memoria anziché unirci nell’ “espiare” il dolore e la sofferenza impartita a milioni di persone da quell’ ingiustificabile irrazionale follia è stata trasformata in un minuscolo palcoscenico scricchiolante e polveroso dove mettere in scena battute inappropriate.

Inappropriata è la nostra condizione; non esiste un valore che ci accomuni tutti quanti.. dalla religione, alla lingua passando per la mentalità ecc… dunque la domanda è già servita:

Data la situazione di crisi (la quale sembra  "evidenziare come l'euro alla fine più che una grazia si sia rivelato una gabbia, specie per noi italiani) era proprio necessaria la realizzazione di una comunità europea per contrastare problemi economici dai quali non siamo certo diventati immuni?


[1] Venerdì 27 Gennaio 2012, 18:10 in Politica italianaRazzismoStoria di Rosario Mastrosimone

[2]Alessandro SALLUSTI, “A noi Schettino, a voi Auschwitz”,  Il Giornale, 27.01.2012

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