Argentina - Svizzera 1-0

Il guizzo di Messi, il gol di Di Maria. Albiceleste ai quarti

La formazione guidata da Sabella e capitanata da Messi scampa per un pelo la lotteria dei rigori e si aggiudica i quarti di finale, contro il Belgio, vincente con gli Usa

di Tommaso Nuti

Il guizzo di Messi, il gol di Di Maria. Albiceleste ai quarti

Il mostruoso Di Maria

San Paolo per una volta si colora di bianco celeste:  l'ondata argentina verso lo stadio brasiliano per sostenere la Seleccion di Alejandro Sabella  e dall'altra parte la svizzera multietnica di mister Hitzfield, qualificatasi seconda nel Gruppo E.

 Forse una delle migliori partite del mondiale, anzi, sicuramente è stata così data l'imprevedibilità delle azioni fino al 120' più recupero.  E’ la quarta gara su sette a continuare nei tempi supplementari.

 L'Argentina si presenta agli ottavi a punteggio pieno nel Girone F, evidenziando però qualche piccolo problema difensivo e d'impostazione di gioco, salvato sempre dal solito provvidenziale Messi  “El diez” .

 È proprio la pulce (come è chiamato Messi per la sua statura)  che fa l'assist a Di Maria con il solito spunto da fuoriclasse al 119' raccogliendo la palla recuperata su errore dello juventino Lichsteiner da Palacio.

 Il primo tempo  mostra la voglia di vincere della Svizzera che raccoglie due clamorose palle da gol da Drmic e il piccolo ma fenomenale Shaqiri. Ottimo il lavoro d'interdizione dei centrocampisti Inler e Behrami, capaci di spezzare il gioco mordendo gambe e pallone (forse qualche volta di troppo su Di Maria è Messi).

La Svizzera si presenta con i due centrocampisti del Napoli a fare manforte ai tre davanti , Shaqiri, Xhaka e Mehmedi , a supporto dell'unica punta Drmic. Formazione quasi speculare con Higuain supportato da Messi, Lavezzi e Di Maria.

 Il possesso palla nel primo tempo è nettamente di marca argentina, mentre la squadra elvetica cerca di tenere il campo e ripartire in contropiede. Due salvataggi di  Romero su Shaqiri e Lichtsteiner, al 28 tiene a galla la formazione Albiceleste. Da un ribaltamento di azione nasce la palla gol per Drmic al 38'. Lavezzi prova a sfondare in area ma la Svizzera riparte in contropiede;  l'attaccante in maglia rossa confuso dall'uscita incerta di Romero tenta un disastroso pallonetto bloccato senza problemi dal portiere del Monaco.

 Il secondo tempo si riapre sullo 0-0 e a formazioni invariate. L'Argentina attacca a pieno organico, cambia mentalità e prova a cambiare le sorti della gara, ma la Svizzera è sempre viva.

 Al 50' è proprio il centrocampista del Bayern Monaco Shaqiri a rendersi pericoloso con un calcio di punizione da posizione abbastanza defilata. È sempre Romero a salvare, questa volta un po' goffo ma efficace.

 Dopo un'ora di gara un lampo di Messi, finora spento dalla cerchia di difensori e centrocampisti che si creava attorno a lui appena toccava palla. "El diez" raccoglie una palla vagante fuori area, stop di petto e sinistro al volo, palla un soffio sopra la traversa.

 Il quattro volte pallone d'oro si prende la squadra sulle spalle e al 77' salta Behrami al limite dell'area e tira verso Benaglio che è bravo e reattivo a scattare per  terra e arpionare la palla.

 Tempi supplementari che consegnano le chiavi dei quarti di finali ai ragazzo di Sabella.  Al 119, allo scadere del secondo tempo, Palacio recupera palla a centrocampo strappandola a Lichtsteiner, la consegna a Messi (che non è mai una cattiva idea).  La pulce salta secco Dzemaili, allarga per Di Maria che di prima intenzione col sinistro, il suo piede preferito, appoggia sul secondo palo.

 Tutto ruota intorno a due errori; il terzino della Juventus che perde palla e fa ripartire l'Argentina al 119' e Dzemaili al 120' + 2 che di testa a tu per tu con la porta sguarnita prende palo e il rimpallo sullo stinco gli è sfavorevole consegnando la palla sul fondo.

 Questione di pochi centimetri, quasi millimetri: quelli che mancavano al numero 1 svizzero Benaglio per deviare la palla calciata da Di Maria valida per l'1-0 e per il passaggio del turno e quelli che mancavano per insaccare di testa la palla del centrocampista del Napoli allo scadere del tempo.

L'ultima palla di Shaqiri su punizione dal limite intimorisce l'Argentina, in un lungo respiro silenzioso esploso in urla e cori dentro e fuori dallo stadio quando la palla si infrange sulla barriera.

"Vamos, vamos Argentina, vamos, vamos a ganar", si, è vero, ma con qualche difficoltà. È ancora il solito Messi che permette il passaggio del turno. Le critiche su di lui non si placano, i confronti con Maradona, con Cristiano Ronaldo. Sempre e solo Messi per tutto il mondiale ha portato avanti l'Argentina e anche questa volta un suo lampo, una sua visione di gioco anticipata fa si che Di Maria in una frazione di secondo appoggi la palla in rete, fra l'entusiasmo generale e lo scoppio in lacrime dei tifosi Svizzeri.

 Così dopo Germania, Olanda, Francia e Brasile si aggiunge anche la paura dell'Argentina di fronte alle "piccole". Si, quelle piccole che fino agli ottavi hanno reso il mondiale imprevedibile ed incandescente, imprevedibile fino all'ultimo. Quelle piccole squadre allenate da mister con stipendi modesti ma con  audace voglia di vincere.

La formazione guidata da Sabella e capitanata da Messi scampa "per un pelo" la lotteria dei rigori e si aggiudica i quarti di finale, contro il Belgio, vincente con gli Usa.
Non resta quindi che aspettare e ai tifosi argentini  sperare nei piedi dei fuoriclasse lì davanti, perché anche per questa volta  la difesa ballava, e non sotto i canti sudamericani di un post partita in un pub, ma sotto l'aggressività e il gioco degli svizzeri.

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da Tommaso il 02/07/2014 17:15:58

    Vero, ma c'è da riconoscere quando un fuoriclasse tira fuori il coniglio dal cappello. Per il resto si, sono stati graziati..

  • Inserito da ghorio il 02/07/2014 17:11:07

    Diciamo la verità: nonostante la presenza del "dio" Messi, l'Argentina ha fatto una magra figura.

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