Revenge

Un buon Telefilm sul sentimento della vendetta

Piacevole e intrigante, oltre alla sua ambiguità psicologica mostrante strazianti sensi di colpa

di Massimo Melani

Un buon Telefilm sul sentimento della vendetta

La locandina del serial tv Revenge

Chi pensa che Revenge, nel suo intrecciare situazioni fra le più riciclate nella storia dei telefilm americani, possa far rimanere totalmente impassibili, dovrà ravvedersi.

Tra suggestioni alla Dumas, atmosfere alla Beverly Hills 90210 e qualche spruzzatina velata alla Tarantino, la ABC propone un serial TV  piacevole e intrigante, che già dalle prime puntate messe in onda su FoxLife dal 30 novembre del 2011, non ha mancato di conquistare chi ha una buona tolleranza per gli scenari manierati e per l'ossessione sul super sfruttato accostamento romanticismo-cinismo.

Laddove l’annuncio di una grossa tempesta estiva è, di solito, la premessa di un disastro qui, abbiamo imparato, serve solo a creare la scena della proposta d’amore sotto il diluvio. Mentre un’altra serie userebbe il successo per rallentare il ritmo ansimante, Revenge invece schiaccia a tavoletta l’acceleratore.

Quale titolo poteva essere imposto a questo social-thriller se non quello di Revenge? Amici cari non è, badate bene, un racconto sul perdono, ma narra di un sofisticato, enigmatico, elettrizzante disegno di vendetta messo in atto grazie alla più avanzata tecnologia moderna, assecondata da una grossa eredità e da un  cinismo degno del miglior Dexter.

L'ambiguità psicologica è uno degli elementi vincenti del prodotto di Mike Kelley: non potremmo godere dei trionfi di questa avvenente e inesorabile fanciulla se non intravedessimo attraverso un look inappuntabile e un guardaroba da urlo anche una bambina sofferente, che a volte fatica a vincere gli scrupoli nel calpestare il prossimo per raggiungere i suoi scopi. Così è per gli avversari, che sono sì multimilionari ipocriti e autoindulgenti, ma anche esseri umani che custodiscono segreti dolorosi e strazianti sensi di colpa.

Sono puntate, almeno le prime, dal totale coinvolgimento emotivo dove se cercate Il conte di Montecristo della situazione, presunto ispiratore di questa serie, con le sue atmosfere cupe e inquietanti, guardate in biblioteca o nella vostra libreria.

Revenge significherà, almeno per il sottoscritto, però scoprire una storia quasi altrettanto appassionante e ricca di colpi di scena.

La vendetta, insomma, come viene mostrata nel telefilm in questi tempi di crisi, è un piacere riservato solo ai ricchi.

Chi non lo è, preghiamo vivamente di sintonizzarsi su un documentario di Piero Angela.

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da Heater il 30/01/2012 09:36:08

    A me sembra peggiorata nell' ultime due puntate . Sto arrivando! Se ci sarà una seconda serie?

  • Inserito da Sarà il 29/01/2012 20:26:08

    Sig. Melani perché noi italiani siamo ancora così indietro ai telefilm americani? Grazie per sua risposta. Buona serata

  • Inserito da celine il 24/01/2012 18:29:53

    Approvo

  • Inserito da zoe70 il 24/01/2012 18:02:02

    OTTIMO PRODOTTO

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