La vittima è sempre il cittadino

Magistrati ingiusti e avvocati ignoranti e conniventi, indovinate chi l’ha scritto?

Leggete questo brano di stringente attualità sul sistema giudiziario e difensivo e scriveteci chi secondo voi è l’autore di queste parole

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Magistrati ingiusti e avvocati ignoranti e conniventi, indovinate chi l’ha scritto?

«Noi abbiamo una classe di persone le quali, fino dalla prima giovinezza, s'istruiscono nell'arte di dimostrare con acconce parole che il bianco è nero e il nero è bianco, a seconda di ciò che desidera colui che li paga. Al mio vicino, per esempio, salta il ticchio d'avere la mia mucca: egli è certo di trovare subito un legale pronto a dimostrare ch'egli ha diritto di portarmela via. Allora, siccome la legge non permette di difendersi da sé, devo cercare un altro legale che dimostri il mio buon diritto.

Ma per me, che sono il legittimo proprietario della mucca, la posizione è pericolosa per due motivi: primo, che il mio avvocato, avvezzo fin quasi dalla culla a sostenere il falso, si sente come un pesce fuor d'acqua quando deve difendere una causa giusta, e lo fa, se non di mala grazia, con un tal quale imbarazzo; inoltre egli è costretto a portarsi con molta cautela, per non essere sgridato dai giudici e biasimato dai colleghi come un guasta-mestiere.

«Mi restano dunque due soli ripieghi per conservare la proprietà della mucca: o corrompere l'avvocato avversario, il quale allora tradirà il suo cliente insinuando che la giustizia è da parte di costui; oppure far sì che il mio avvocato stesso mi concili abilmente il favore del tribunale facendo apparire la mia causa addirittura sballata e confessando che la mucca è proprio del nostro avversario.

«Il tribunale, per vostra norma, è un insieme di persone, chiamate giudici, dotate dell'autorità di decidere tutte le contese private circa la proprietà, e anche di punire i delitti comuni. Siccome essi sono scelti fra gli avvocati più anziani, stanchi ormai del loro mestiere, essi hanno generalmente passato tutta la vita a osteggiare la verità e la giustizia; così che si sentono tratti tanto irresistibilmente a favorire la frode, il sopruso e l'imbroglio, che qualcuno di loro ha persino rifiutato i doni coi quali tentava di corromperlo la parte contendente che aveva ragione, piuttosto che venir meno alle tradizioni della loro classe, che vogliono il trionfo della parte che ha torto.

«Codesti giudici hanno per massima che quanto è stato oggetto di una sentenza è sempre stato ben giudicato. Perciò serbano con cura nei loro archivi tutte le anteriori sentenze, anche quelle ispirate alla più crassa ignoranza e contrarie in modo evidente alla ragione e alla giustizia. Tutto quel materiale forma la così detta “giurisprudenza”, che vien citata come un'autorità; e i giudici si conformano sempre ad essa; tanto che si può provare qualunque cosa citando la giurisprudenza.

«Nelle difese essi non pensano neppure a entrare nel vivo della questione, ma insistono sulle circostanze accessorie con un impeto, delle grida, un'enfasi spesso insopportabili. Essi non cercheranno mai, per tornare all'esempio su riferito, di mettere in sodo i diritti che il mio avversario può avere sulla mia mucca; ma si occuperanno invece di sapere se codesta bestia è nera o rossa, se ha le corna lunghe o no, se il campo dove vien condotta a pascolare è tondo o quadrato; se vien munta in casa o all'aria aperta; se è soggetta a malattie, e così via. Dopo simili discussioni si mettono a compulsare la giurisprudenza. Intanto la causa viene rimandata da un'epoca all'altra, e la sentenza si avrà forse dopo dieci, venti o trent'anni.

«Bisogna sapere anche che gli avvocati hanno uno speciale gergo, che nessuno all'infuori di loro comprende; e in questo sono scritte tutte le leggi, delle quali essi si sforzano di accrescere continuamente il numero. Così il carattere essenziale di bene e di male, di vero e di falso resta tanto ingarbugliato e indefinito, che ci vorranno trent'anni per sapere se la terra posseduta dai miei antenati per sei generazioni e da essi lasciata a me in eredità, appartenga proprio a me oppure ad un estraneo qualsiasi nato a trecento miglia di distanza.

«Più sbrigativo e lodevole è però il metodo seguito nei processi contro gli imputati di delitti politici. Il giudice tasta il terreno presso il governo per conoscerne i desideri, e può così rapidamente decidersi a far impiccare l'accusato o a metterlo in libertà, osservando rigidamente tutte le formalità della legge.»

[… ] in generale gli avvocati, all'infuori di ciò che si riferiva alla loro professione, erano la più sciocca gente del mondo, la più incapace di prender parte ad una comune conversazione, la più ostile alla letteratura e alle scienze, la più disposta, infine, a traviare l'umana ragione negli altri campi dello scibile come in quello in cui si svolge la loro opera giornaliera. 

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    3 commenti per questo articolo

  • Inserito da Luca il 21/06/2016 09:59:41

    L'ex caporedattore?

  • Inserito da Gabri il 06/11/2015 23:28:35

    Pirandello?

  • Inserito da Loredana il 25/01/2014 16:02:17

    Purtroppo la mia cultura non si spinge fino all'individuazione di questo brano che sembra scritto oggi, per il telegiornale delle 13 (che trasmetteva giusto qualcosa sulla questione giudici e magistratura). Tuttavia, sento un brivido di preludio alla depressione, se mi concentro su queste parole...

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