Dittico Horror

Due fidanzati e il gatto nero - Il canapè

di Il Raccontafavole

Due fidanzati e il gatto nero - Il canapè

Due fidanzati e il gatto nero 

Sandro e Alice erano fidanzati molto, ma molto innamorati, sebbene un piccolo problema incombesse sul ragazzo.

La fidanzata aveva un gatto nero ed ogni volta che Sandro entrava in casa veniva ripetutamente morso alle caviglie da Morfeo, questo il suo nome.

Il ragazzo era arrivato a pensare addirittura di farlo fuori, quando gli si fosse presentata l'opportunità.

Un dì Alice dovette lasciare il Paese per un viaggio di lavoro e chiese al compagno di badare al gatto durante la sua assenza.

Sandro non esitò un istante ad accettare l’allettante proposta e rispose : “ Sì, sì, vai pure, al piccolino ci penserò io”.

Il giovane si prese cura di Morfeo nella casa di Alice, ma durante la notte sfruttò l’assenza della fidanzata e uccise il gatto nero con una pugnalata.

La mattina seguente, però, non poté credere a quello che vide nella parete della camera: una scritta che sembrava essere stata fatta dal gatto stesso: “Altri hanno tentato di farmi fuori, ma niente!”

Passarono i giorni e Sandro si sentiva molto angosciato perché non sapeva che scusa inventare alla sua fidanzata in merito agli ultimi eventi e agli innumerevoli tentativi da liberarsi del gatto.

Quando Alice tornò dal suo viaggio ed entrò in casa non si sorprese più di tanto per quello che vide, e cioè il suo fidanzato impiccato al lampadario e il gatto sotto che scodinzolava.

Il canapè

Improvvisamente Isaia Milton aprì gli occhi e notò con stupore di trovarsi sdraiato sul canapè. La stanza gli stava velocemente roteando attorno, la gola gli bruciava e lo stomaco gli procurava forti e interminabili conati di vomito.

Si ricordò vagamente delle notte precedente, di una bellissima donna bionda, di champagne, giarrettiere, braccia e mani, occhi verdi e caviale.

D’un tratto si rivide cinto ad un corpo spasimante e sudato, con la testa poggiata su un seno palpitante e prosperoso.

Un conato fortissimo di vomito lo riportò subito alla realtà.

Si alzò miracolosamente dal canapè intento a spostarsi verso il bagno, ma un altro fiotto di vomito lo fece sobbalzare e perse la stabilità finendo pesantemente a terra e, mentre ormai a tu per tu con il volto privo d’espressione e coperto di sangue della donna, nei suoi rossi e sbronzi occhi tornò nuovamente il flashback  di quella e di tante altre notte trascorse così. 

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    5 commenti per questo articolo

  • Inserito da piccolo da Chioggia il 19/12/2013 14:56:05

    a Rita: alla prossima novella di Raccontafavole te ne racconto un'altra che ti farà sorridere di gran cuore. una storia curiosa, mentale, di incontro fra mondi. titolo: la lavandaia snob.

  • Inserito da rita il 19/12/2013 13:41:01

    AH ah ah sei stupendo Piccolo da Chioggia. Ma posso esser zotica e chiederti l'età?

  • Inserito da piccolo da Chioggia il 19/12/2013 13:13:18

    a Rita: malissimo. imbranato assoluto. maldestro. continue gaffes da paesano (eppure Chioggia è una città con una sua storia, tanta arte etc). e squattrinato. l'argomento più convincente in negativo per qualsiasi femmina. squattrinato ma con uno stile molto parigino direi. o viennese. berlinese no perchè snob. questa te la devo raccontare: mi avevano presentato, sapendo della mia incapacità, la figlia carina anzichè no di un notaio di C... in Veneto. lei farmacista cui il ricchissimo babbo aveva comprato una farmacia nuova a P.... dunque riassumiamo: lei figlia unica. padre e madre lui notaio e lei dottoressa medico figli unici entrambi e lui di notaio (ancora!)e lei di avvocato e docente universitario a Padova! ti immagini che patrimonio? da combinare davvero il disastro che attendo. e infatti io le ho detto: sei davvero la mia candidata ideale: se va in porto ti garantisco che riuscirò addirittura in ciò che da generazioni non immaginate nemmeno: debiti! e di quelli enormi! lei impallidì. e io: ma con stile cara, con grande stile. e lei: ovvero? io: no quella miseria da veneti arrivati colla Ferrarina e la barchetta al Lido. o, se con "understatement" da finti eleganti, una penosissima Audi A8. no cara! qualcosa che sia storico! e lei: cosa? io: semplice: costruiremo sui vigneti di tuo nonno notaio una copia da me ridisegnata della Rotonda del Palladio! e la trasformeremo in asilo di giorno e di sera in sala musicale! voglio Beethoven e i Wiener qui. sulla collina! altrochè. non l'ho più vista... ci vuol poco a disfarsi delle donne con poca idealità. non vi pare?

  • Inserito da rita il 19/12/2013 12:39:25

    Caro Piccolo, sai che ti vedrei bene in coppia con messere Il Raccontafavole? Sapete ambedue stordire con le parole per iscritto, ma con le donne come ve la cavate? Rita

  • Inserito da piccolo da Chioggia il 19/12/2013 12:18:53

    il gatto nero è simpatico. assomiglia per scaltrezza al fantastico Beghemotto, il gattaccio idem nero della novella di Bulgakov de il Maestro e Margherita. un vero gattaccio neozarista fatto per indispettire dei bolscevichi male in arnese nella Mosca della n.e.p. costellata ancora di mille e mille cupole d'oro.

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