Ancora la Cancellieri

Intercettiamoli tutti

A questo punto se glasnost deve essere apriamo le istituzioni come scatolette di tonno, come ha detto tempo fa Grillo

di Massimo Melani

Intercettiamoli tutti

Non c’è niente da fare, se prendono di mira una persona, anche se il fatto è irrilevante sul piano penale, ormai la campagna denigratoria e di sputtanamento deve essere portata a termine; costi quel che costi.

Ora è il turno della Cancellieri, domani di un altro della serie “oggi a chi tocca”, poi sarà la volta della collezione “indovina chi indago domani”…

Però, guarda caso, i bersagli sono sempre ben studiati a tavolino, quando contro uno quando contro un’altra, un’altra che si è fatta un mazzo così per visitare quasi tutte le strutture carcerarie e denunciarne gli abusi e l’invivibilità; un’altra che da quando si è insediata quale Ministro della Giustizia urla a gran voce la necessità di una riforma della Giustizia.

Forse, sarò troppo sospettoso?

Può darsi, però le risposte al perché di queste vili intercettazioni sono davanti agli occhi di tutti.

Perché non intercettare tutti i parlamentari o almeno tutti i ministri, in ordine alfabetico?

Perché è stata presa di mira la Cancellieri?

Perché non Bersani?

Perché non la Bonino?

Perché non Alfano?

A questo punto se trattasi di morbosa ossessione facciamo tabula rasa e ascoltiamo le telefonate di tutti.

Ma sì, anche del professore universitario, magari ci potrebbe scappare che costui si è comprato la Maserati con lo stipendio da 2000€, lo si sputtana per benino, salvo poi rendersi conto, a indagini concluse, che tale acquisto era stato fatto ratealmente.

Oppure intercettare il proprietario di un vivaio che durante una telefonata si lascia scappare un “la roba mica l’hai portata a Lugano?”

Cavolo, esportazione di valuta, via alla rivelazione malevola per rovinare l’imprenditore, a parte poi che la roba altro non erano che piante da consegnare in una villa sul lago.

Ma, ormai, la reputazione è andata a farsi benedire, hai voglia dopo a dire avevano sbagliato.

Ormai in Italia, se non vai bene a qualcuno, vieni ascoltato di nascosto e a quel punto la fase di declino è già cominciata, perché tanto una smentita non arriverà mai o, quando arriva, sei già bollato come delinquente.

A questo punto se glasnost deve essere che si faccia quello che aveva promesso/minacciato Grillo, apriamo le istituzioni come scatolette di tonno, intercettiamoli tutti, dal primo all’ultimo e poi che le intercettazioni siano rese pubbliche, ma deve essere per tutti.

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da Ibrahim il 13/11/2014 23:17:38

    DILIA, LA TRISTE STORIA DI UNA MORTE ANNUNCIATAApprendiamo dal Giornale di Vicenza la triste nztioia di un femminicidionella nostra citte0: Dilia Reyes, 25 anni, viene ammazzata a coltellatedall'ex compagno Jesus Maria ParedesGil, in una stanza di hotel. Come riferiscono i parenti, l'omicidapoteva essere fermato: Questo omicidio si poteva evitare dice lamadre della vittima. -. La mia ragazza aveva paura di quell'uomo. Luiera cattivo, violento, la perseguitava. E lei lo aveva denunciato. Solodue giorni prima lui l'aveva minacciata di morte. Le aveva detto cheavrebbe ammazzato lei e tutti noi, la sua famiglia. E lo ha fatto sulserio . Non contento, ha telefonato alla madre della vittima ridendo.La nztioia ci rattrista, ci sconvolge e ci fa indignare: eppure, standoal sito bollettino di guerra (bollettino-di-guerra.noblogs.org),questo e8 il sesto dall'inizio di maggio, in Italia; e tutti sonoavvenuti all'interno di un contesto familiare, o di coppia. La cronaca e8piena di questo tipo di uomini: uomini denunciati, accusati, processati,condannati per maltrattamenti, stupro, stalking alla ex moglie, all’exfidanzata, all’ex convivente, all’ex compagna. Uomini che come JesusMaria hanno potuto girare liberamente, nonostante 6 denunce per violenzeall'attivo, nonostante avesse gie0 provocato un aborto alla vittima, inpassato.Viene scontato, quindi, chiedersi come mai cif2 sia potuto accadere.Perche8 le denunce fatte dalla stessa Dilia non sono state prese sulserio? Forse la risposta si trova poche righe pif9 avanti, sempre sulgiornale locale: Una coppia sballata, destinata a scoppiare . Lei vienedescritta come bella, dalla vita disordinata, ma madre e figlia sensibile .Quello che i giornali non esitano a descrivere con i toni romanzati estereotipati della “tragedia d’amore”, con la femmina troppo illusa etroppo ingenua e il maschio troppo possessivo e geloso, non e8 altro chel’ennesimo femminicidio in uno dei Paesi europei, l’Italia, col pif9 altotasso di violenze di genere.E come ogni cronaca italiana che si rispetti, l’operetta ad usodomestico e8 servita: lei giovane, straniera, ballerina, mamma; lui menogiovane, connazionale, senza fissa dimora e “volto gie0 noto alle forzedell’ordine”.E se la professione di lei serve a tessere la trama giustificativa dellagelosia di lui, che “non accettava che lei facesse la ballerina in unlocale pieno di uomini e voleva che si licenziasse”, l’accento sulle suecaratteristiche di “mamma” e “troppo innamorata” servono a mitigare,nello svolgersi del romanzo, il cliche8 della donna facile e del machogeloso, con buona pace delle chiacchiere da parrocchia dal saporenostrano. Tanto vale per il personaggio maschile di questa storia, cosecrassicurante perche9 e8 straniero e senza fissa dimora, figura coseclontana dal maschio nordestino padre di famiglia e indefesso lavoratore,da far pensare a un risvolto esotico della trama, in cui l’antitesi delbuon selvaggio e8 strumento utile ai lettori di questa “storia d’amore esangue” affinche8 possano sentirsi, infine, tranquilli: e8 una cosa chenon li riguarda, una realte0 che non li appartiene, o una questione dademandare alla pubblica sicurezza, come sottolineano gli abitanti diBorgo Casale. The end. Fine della storia.E invece no, non e8 cosec. Questa storia non ha inizio e questa di certonon e8 la sua fine. E’ una storia in cui non troviamo personaggi fittizi,eroine sacrificali, troppo amore e troppo odio.E’una, sono due, tre migliaia di storie all’anno, in Italia, con nomiveri, vite vere, padri, nonni, mariti, fidanzati od ex tali che hannoucciso, stuprato, picchiato, segregato.E loro, le donne di queste storie, non sono mogli disubbidienti,fidanzate che tradiscono, amanti sfuggenti, femmine dalla dubbia vita,matrigne crudeli; altrettanto dicasi per quei mariti gelosi, fidanzatitroppo innamorati, padri severi, uomini frustrati dal lavoro e dal pesodelle loro relazioni.Alla luce delle statistiche, a noi sembra invece che, pif9 che una vitadefinita moralisticamente come disordinata , pif9 del lavoro che sisceglie, il Leitmotiv sia la presenza nell'esistenza di queste donne diuomini violenti, che sono tollerati (quando non approvati) dalla societe0e che possono agire in maniera indiscriminata.Questo, pif9 che la pericolosite0 del sonnolento quartiere Borgo Casale,teatro casuale del fatto, che gli abitanti ora definisconopittorescamente il bronx , deve farci riflettere; Quante donne siritrovano con il proprio personale inferno privato, quante hanno ilcoraggio di parlare, quante vengono ascoltate? E' ora di dire Basta alle violenze sulle donne, facendo chiarezza su chi sono le vittime diun sistema culturalmente accettato e di silenzio che sta mietendo unamorte al giorno.C'e8 una lunga battaglia culturale da combattere.Ciao Dilia, non ti dimenticheremo.Assemblea We Want Sex

  • Inserito da bea il 15/11/2013 13:30:30

    Condivido in pieno. Non dimenticare: George Orwell scrisse fra 1946/1948 il libro 1984!! Che saggio, ci siamo, non mi stupisce più niente. La Cancellieri era già nel merino, certo che ci voleva "un approfondimento", intercettazioni e la loro pubblicazione, è l'unico mezzo diffamatorio per nuocere non soloa politici che non lo meritano. Intercettazioni, sì, sembra un'ossessione. Per tutti? Bella idea, buon divertimento a quelli che effettueranno questo lavoro, vedo e sento già la gioia maligna di quelle persone che ne approffiteranno. Una vergogna. Big brother is not only watching you, but listening to you.

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