Ruben e Giuda

Un sereno racconto natalizio

di Il Raccontafavole

Un sereno racconto natalizio

In un piccolo paese ai confini con il Montana, esiste una tradizione associata al Natale: i ragazzi si armano di fantocci di panno, e li riempiono di stecchi e paglia.

Poi, il 24 dicembre, appena scocca la mezzanotte, danno loro fuoco, avendo anticipatamente collocato in essi vari petardi.

I fantocci rappresentano Giuda, il traditore, e così vengono chiamati: fantocci Giuda.

Ruben Delgado e i suoi amici percorsero metà paese con il loro Giuda, caricandolo su una carriola. Lo posizionarono accanto ad alcuni sacchi di patate affinché rimanesse seduto, e si avviarono verso le case a chiedere qualche contributo per comprare i petardi, parte integrante della tradizione.

Quel 24 dicembre albeggiò tormentoso.

Nella parte superiore del cielo, si stavano infatti ammassando nubi oscure, e più in basso, vicino la linea dell’orizzonte, spuntavano colossali nuvole bianche come la neve.

Verso la fine del pomeriggio risuonarono ognove tuoni roboanti, e prima della notte alcuni lampi anticiparono un acquazzone torrenziale che sommerse il paese.

Durante la cena, la famiglia di Delgado parlò a voce alta, per farsi capire tra quello strepitio di tuoni e pioggia.

La luce bianca dei raggi entrava dalle finestre, e dopo l’ennesima cannonata, tutto sembrò tremare all’interno.

Verso mezzanotte la pioggia si fermò improvvisamente, benché nel cielo continuassero a imperversare i lampi.

Lo zio di Ruben si ricordò del Giuda, e dopo un sorso di birra gli disse: - Ruben! Prendi il Giuda.  Bisogna sfruttare questi momenti senza pioggia, visto che siamo quasi a mezzanotte...

Il fantoccio era ancora sulla carriola, dentro il granaio, a circa venti metri della casa.

I lampi illuminarono la strada che passava tra alcuni limoni ed un grande albero di fichi.

Ruben camminò con attenzione, e quei lampi, per una volta gli furono d’aiuto, in quanto gli illuminarono il sentiero, altrimenti non avrebbe visto niente.

Ormai era già di fronte al Giuda.

Si cominciarono, intanto a sentire in lontananza i primi fuochi d’artificio, ed i fulmini continuavano ad attraversare il cielo dove le nuvole parevano divertirsi a cambiare forma.

Aprì la porta del granaio, lasciandola leggermente aperta. Ricordò immantinente di avere lasciato Giuda sulla carriola di fronte alla porta, ma alcune vampate di luce gli mostrarono che  lì non c’era niente. Mosse, allora, alcuni passi verso l'oscurità.

Si girò bruscamente non appena sentito un rumore sordo, debole, laddove la luce di un fulmine rivelò qualcosa di spaventoso; il Giuda, come una bestia inferocita, si muoveva strisciando per terra, verso di lui.

Per qualche ragione soprannaturale, quelle braccia e gambe di pezza erano divenute rigide, ed il Giuda, ora, camminava su di esse come farebbe un cane.

Ruben, non mise tempo in mezzo, e si dette alla fuga fino a raggiungere casa, ove esplose le sue grida di terrore. 

Dopo avere spiegato, balbettando, quello che aveva visto, suo padre, lo zio ed alcuni amici si recarono verso il granaio; il Giuda era immobile sulla carriola, lo legarono ad un grosso petardo e gli dettero fuoco.

Ruben Delgado guardò stupito da prudente distanza, incollato ai suoi genitori.

Mentre il fantoccio si stava velocemente consumando, gli sembrò di notare che la sua testa si  stesse rovesciando, guardando verso di lui.

Il fantoccio si consumò definitivamente e tutti si augurarono il Buon Natale.

La mattina dopo, Rosaria, la madre di Ruben, entrò nella stanza del figlio per svegliarlo, ma terrorizzata e ammutolita dal dolore, sul letto vide solo della polvere, mentre uno spiacevole odore di bruciato impregnava la stanza.

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da Vanessa P. il 13/11/2013 22:02:48

    Sereno proprio no...tuonante racconto direi piuttosto, con la sensazione di sentire prorio il sottofondo e di vedere i bagliori di luce dei lampi durante la lettura. Avvertivo già dei brividi solo per il fantoccio in questione..non mi sono mai piaciuti questi pupazzi, inquietanti e adesso ancora di più..Suppongo che il simpatico fantoccio non gradiva essere l'unico "special guest star" della festa con falò "inclusive"...così ha aggiunto della carne al fuoco...chiamateli stupidi pupazzi questi...

  • Inserito da Vanessa P. il 13/11/2013 22:01:36

    Sereno proprio no...tuonante racconto direi piuttosto, con la sensazione di sentire prorio il sottofondo e di vedere i bagliori di luce dei lampi durante la lettura. Avvertivo già dei brividi solo per il fantoccio in questione..non mi sono mai piaciuti questi pupazzi, inquietanti e adesso ancora di più..Suppongo che il simpatico fantoccio non gradiva essere l'unico "special guest star" della festa con falò "inclusive"...così ha aggiunto della carne al fuoco...chiamateli stupidi pupazzi questi...

  • Inserito da piccolo da Chioggia il 13/11/2013 17:49:49

    a Bea: ma l'albero di Natale è bellissimo con tutti i lumi e i doni alla radice! caramelle, gelatine di frutta cioccolate e castagnacci! come puoi dire che "tutti" i rituali natalizi ti disgustano! caso mai diciamo che è l'ipocrisia religiosamente e politicamente corretta che li ammorba oggi che irrita. ma l'albero è un povero alberello coperto di neve che attende di dar un po' di gioia coi suoi lumi accesi..(senza incendiar la casa se son candele) per i Canaponi della direzione: il codice è complicato!

  • Inserito da bea il 13/11/2013 17:18:07

    Serenissima, la favola natalizia, peccato non da raccontare ai ragazzini. A me, sì, tutti i riti di Natale mi disgustano. Solo l'uomo potè inventarli. E questa favola mi piace tantissimo, un rituale finendo nell'assurdo. E' Giuda il vincitore, vince il tradimento/traditore... in cenere il bambino. Ironia assurda della sorte.

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