Scommettete che tutto rimarrà com’è?

Riforma della Giustizia? Impossibile se due organi di potere sono così scompensati tra loro

Una diversità che nasce ben prima di tangentopoli e che, ogni anno che passa, mette in evidenza la quasi totale incapacità del nostro sistema giuridico, che abbisogna, come sollecitatoci più volte dall’Europa, di una sostanziale modifica

di Massimo Melani

Riforma della Giustizia? Impossibile se due organi di potere sono così scompensati tra loro

Scommettete che anche stavolta non ci sarà alcuna riforma della Giustizia?

Scommettete che tutto rimarrà com’è?

Anche se Berlusconi decadrà, non cambierà assolutamente niente, ogni cosa resterà immobile, come al solito: con il Cavaliere e parte della destra in opposizione alla magistratura e la sinistra avvinghiata alle toghe nere come una cozza.

La premiata ditta Berlusconi e soci continueranno ad opporsi verso ciò che reputano una strumentale e continua oppressione; mentre i rossi, appoggeranno ancor più platealmente l’italica giustizia sperando di ottenerne favori e trattamenti meno rigidi di quelli serbati agli esponenti della destra.

Purtroppo ad avvalorare il mio modesto pensiero è, in primis, il grande dislivello di potere esistente fra magistratura e l’arte del governare o, più semplicemente, la politica.

Una diversità che nasce ben prima di tangentopoli e che, ogni anno che passa, mette in evidenza  la quasi totale incapacità del nostro sistema giuridico, che abbisogna, come sollecitatoci più volte dall’Europa, di una sostanziale modifica.

Ma com’è pensabile che un Governo così debole e lacerato da lotte intestine riesca a promulgare una riforma di siffatta importanza contro un organo così vistosamente più forte e compatto?

A pensarci da mane a sera, non sapremmo come uscire da questa labirintica risposta.

La magistratura è a tutti gli effetti, oggi come oggi, il solo, vero «potere» con la P maiuscola in Italia, perché tutti gli altri organi di potere, principalmente quello della politica, sono di una debolezza “cartavelinica”.

Ecco spiegato, dunque, la ragione per cui non ci sarà mai tale riforma, semplicemente perché un potere nettamente più debole non potrà mai prevalere su un organo più compatto e forte. Ora, forse, prepondera troppo sfiducia da queste mie parole, e voglio lasciar spazio ad un velato ottimismo, allorquando si potranno realizzare determinate riforme, con l’avallo dei giudici,  orientate ad inserire magari un po' più di funzionalità ed efficacia, come ridurre i tempi delle tantissime cause in sospeso.

Ma, niente di più, e qui ritorno al mio pessimismo cosmico-leopardiano, perché i punti focali del contendere non verranno mai messi in discussione e, mi riferisco, alla separazione delle carriere, alla responsabilità civile dei magistrati, alla netta e importante modifica delle assunzioni e promozioni dei giudici, alla riforma dell'obbligatorietà dell'azione penale, e via dicendo.

Detto questo, uno potrebbe andare a casa e aspettare il proprio avviso di garanzia in santa pace; no invece!

Per porre rimedio a tale situazione occorrerà raddrizzare questa differenza abissale di potere, irrobustendo maggiormente la politica e cominciando, per esempio, da una profonda riforma costituzionale che dia più potere ai giovani e ne renda più incisiva l’azione; un risolutivo cambiamento per quanto concerne il finanziamento dei partiti; una diminuzione degli stipendi dei politici e parlamentari con un adeguamento in basso per le pensioni dorate, ecc.

Cercando, cioè, di abbattere una volta per tutte le cause di tale  fiacchezza, puntando la mira su alcuni motivi certi di detta debolezza, e della mancanza totale di credibilità da parte del cittadino.

Inerpicandosi per questa strada difficile da percorrere sarà però possibile iniziare un’ evoluzione che porti ad azzerare la disparità di potere.

Sì, forse ci vorranno anni, ma intanto cominciamo per Giove!

Quanto sopra sarebbe più facilmente ottenibile se la magistratura stessa abbassasse un po’ la cresta, ammettesse i suoi mastodontici errori giudiziari e comportamentali, e la sua riconosciuta inefficienza; insomma sarebbe utile e necessaria una scesa dal piedistallo, dalla sua auto-riconosciuta divinità e ripeto auto-riconosciuta non frutto di un suggrafio!!!

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da bea il 12/11/2013 12:31:02

    It's a long way to Tipperary, it's a long way to go... Bell'analisi precisa, pungente, complimenti. Da A fino a Z, in questo governo tutti mi sembrano come moluschi, gironzolando intorno ai promessi, piani, alle idee, parolacce, ma non succede NIENTE. Che cosa ci aspettiamo ancora di questo "governo"? La riforma della giustizia dovrebbe essere realizzata in primis, ma... sogniamola. L'uomo senza sogni è quasi un morto. It's a long way to Tipperary, but a short way to VERGOGNA.

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