il 4 dicembre 1986 uccise 32 persone e ne ferì 15

Campo Elías Delgado, lo spree killer del Pozzetto di Bogotà

Alcuni conoscenti riferiscono che dopo la sua esperienza bellica era diventato antisociale e solitario

di Massimo Melani

Campo Elías Delgado, lo spree killer del Pozzetto di Bogotà

Teniamo a informare che per l’argomento trattato e le immagini pubblicate si sconsiglia la lettura ad un pubblico facilmente impressionabile.

Campo Elías Delgado, nasce il 24 Giugno 1934 in Colombia.

Veterano della guerra in Vietnam per avere combattuto nelle fila dell'esercito degli Stati Uniti. 

Il 4 Dicembre 1986, però, si trasforma in spree killer (tipologia di serial killer, ove la differenza con il classico omicida seriale è che i delitti dello spree-killer accadono tutti in una sola grande esplosione di aggressività e violenza bestiale che termina con la morte delle vittime) assassinando 32 persone e ferendone 15.

La mattanza si svolge all’interno della sua abitazione condominiale e presso il ristorante Pozzettoa Bogotà.

Da allora tale strage verrà conosciuta come “il massacro al Pozzetto”.

Campo Elias stermina tutte quelle persone con un revolver ed un coltello.

Lo scrittore colombiano Mario Mendoza ha scritto un romanzo quale testimonianza rappresentativa di detto accadimento che ha chiamato "Satana" ricevendo il Premio Biblioteca Breve, nel 2002. Più tardi si è trasformato in un film, grazie al regista Andres Baiz.

Nato a Chinacota, Colombia, studierà medicina. 

Nel 1970 si arruola nell’esercito statunitense durante la guerra in Vietnam, dove sarà presente in due occasioni, la seconda come ingegnere elettrico volontario.

Farà parte della Forza Aerea USA, sarà un Berretto Verde e riceverà alcune distinzioni nel corpo di Forze Speciali dell'Esercito degli Stati Uniti. 

Alcuni suoi conoscenti riferiscono che dopo la sua esperienza bellica era diventato antisociale e solitario. 

Peregrina per le strade di New York come un barbone, e dopo fa ritorno a Bogotà. 

Il suo sogno è quello di diventare un grande scrittore. 

Dopo il suo ritorno come eroe della guerra del Vietnam, sopravvive dando lezioni private di inglese, mentre studia all'Università Javeriana di Bogotà.

Una delle sue ossessioni di allora è la doppia personalità, la quale si esemplifica nella sua opera favorita “Lo strano caso del Dr. Jeckyl e Mr. Hyde”, dello scrittore Robert Louis Stevenson.

Inizia a sviluppare la sua totale incapacità nel relazionarsi con gli altri e di questo incolpa la madre, la quale diverrà i l suo odiato bersaglio ove scagliarvi tutta la sua rabbia e aggressività.

Il climax di questo quadro di solitudine sociale culminerà col massacro del 4 di dicembre 1986 e l'assassinio della madre qualche ora prima.

Il 3 dicembre 1986 arriva trafelato in banca e ritira tutto il suo denaro($ 49896.93), col quale comprerà molte scatole di munizioni per la sua pistola.

La strage avviene la sera del 4 dicembre 1986. 

Le uccisioni iniziano ore prima in casa di uno dei suoi studenti d’inglese, di nome Claudia, ove attacca la madre della giovane, Nora Becerra del Rincon.

Tenta di abusare sessualmente di Nora, imbavagliandola e legandola al divano del salotto.

La uccide con quattro violente pugnalate e, poi, entra nella stanza di Claudia e la obbliga a discorrere del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, quindi lega anche lei al letto e la imbavaglia, la bacia sulla bocca più volte e poi la accoltella a morte 22volte. 

 Il cadavera di Claudia

Delgado torna alla sua abitazione condominiale alle 16:00, nella quale vive con la madre; carica la pistola e, dopo un’ennesima furibonda lite, la uccide con un colpo alla testa.

Poi la cosparge di benzina, e giornali, e dà fuoco al corpo.

Lascerà la stanza gridando al fuoco al fuoco per sviare da sé le colpe.

Fermerà alcuni vicini e chiederà loro di chiamare i pompieri.

Nel frattempo uccide altre sei persone, di cui una con il coltello.

Una delle vittime

Col pretesto di chiamare i vigili del fuoco, bussa alle porte di due conoscenti che rispondono ai nomi di Inés Gordi Galat e Nelsy Patrizio Cortez, le ammazzerà sparandogli alla testa.

Dopodiché spara a morte a una cinquantenne con cui, spesso, litigava… Gloria Isabel Agudelo León.

Ormai è pervaso dal demone della morte e, con la stessa scusa dei pompieri, fa aprire la porta a due studentesse che ammazza sul colpo con due pallottole nella testa.

La polizia intorno al ristorante

Un’amica delle due si accorge dell’arma di Delgado, ma non avrà il tempo per chiedere aiuto; anch’ella verrà colpita dall’arma e giungerà priva di vita all’ospedale di San José.

Berta Gomez, una signora che viveva con le studentesse riuscirà a salvarsi fuggendo dalla finestra dopo aver sentito le detonazioni del revolver.

Fuori dall’abitazione ferma una macchina della polizia e invita gli agenti a prestare soccorso, ma essi rispondono che è compito dei pompieri spegnere l’incendio al terzo piano e chiamano subito i vigili del fuoco.

Di lì a poco si sposta nell’abitazione di fronte e bussa alla porta di Clemencia de Castro, la quale lo invita ad entrare.

Cominciano a parlare, ma la donna nota subito che Delgado è nervoso, impacciato, cammina di qua e di là senza fermarsi.

Clemencia allora le offre una Coca Cola, bibita preferita dell’assassino.

Parlano del figlio di lei Andrés, il quale sembra non essere molto bravo negli studi; Campo Elìas, dice alla signora De Castro che non deve assillare il figlio, che deve assecondarlo e aiutarlo.

Quindi, egli stesso parla brevemente con Andrés e gli da alcuni consigli; Clemencia nota che Campo Elías è armato, “perché – dichiarerà, in seguito alle forze dell’ordine- ho notato un gonfiore sotto la giacca di Delgado”.  

Lo spree-killer racconta alla donna che sta andando via per un lungo viaggio, e che l'unica famiglia che vuol salutare è propria la sua;  dice che si traferirà in Cina e che, forse, non ritornerà mai più.

Verso le 18:45, saluta dispiacendosi che Gesù non sia stato con lui in questa sua visita.

Dice loro che li ama moltissimo e Clemencia gli chiede di mantenersi in contatto.

Alle 19:30 arriva al ristornate Pozzetto e ordina una cena costosa, vino e vodka con arancia.

Il cadavere del mostro  

Un’ora più tardi inizia a sparare contro gli altri commensali.

Una donna riesce a chiamare la polizia, che arriva dieci minuti dopo, quando Delgado ha già ucciso ventitré persone, in maggioranza donne. 

Il suo metodo è quello di avvicinare la vittima, spararle a bruciapelo alla testa e continuare in fretta con la prossima. Quindici persone rimangono ferite. 

Il corpo senza vita di Delgado

Una bambina di sei anni muore nello scontro a fuoco tra l’assassino e la polizia. 

Vari poliziotti entrano frettolosamente nel locale e cominciano a sparare in disordine, senza nessun obiettivo determinato. 


Delgado, che nel frattempo si è disteso sotto un tavolo, si alza e cerca di far fuoco contro gli agenti. 

Ma, Campo Elías Delgado, viene ucciso dalla polizia, con 6 colpi, 4 dei quali lo centrano alla testa, e la traiettoria dei proiettili rivelerà che è stata la polizia ad uccidere l’uomo e non un suicidio come molti hanno pensato allora e come prassi, quasi usuale, dello spree killer. 

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Sabyda il 31/08/2013 15:13:33

    Purtroppo, iniziamo il commento in modo negativo. Ci sono sempre state sia nell'antichità' come de jekiil e Mr. Hide che ora con questi mostri diciamo e chiamiamo li in questo modo. Sono deviazioni del comportamento e ci sarà ' di sicuro genetica ma anche il percorso di crescita e di sviluppo di tali essere che di umano hanno forse a volte solo,l'aspetto. Sono deviati mentalmente e chissà' se scoperti potremmo evitare stragi di questa fatta, ma molte volte si celano in corpi normali mostri che farebbero paura anche agli stessi. Decine di film parlano di questi argomenti basti pensare al silenzio degli innocenti.............è traggono molte volte dalla realtà'.

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