Spartacus-La Guerra dei dannati

Iniziata la terza e ultima stagione del gladiatore più famoso della storia

Creato sulla scia del grande trionfo di 300 di Zach Snyder, Spartacus si è subito inquadrato come pura composizione dal tono leggero, capace di commentare una parte della storia romana con supporto fumettistico

di Massimo Melani

Iniziata la terza e ultima stagione del gladiatore più famoso della storia

Dopo tre stagioni Spartacus, serial TV su Fox ogni martedì alle 22:00, chiude i battenti. Nondimeno, seppure di fronte ad un finale già stabilito due millenni or sono, e quindi una narrazione che sarebbe dovuta apparire scontata e banale invece, oltre ogni più rosea aspettativa, è stato per certi versi un vero successo.

Creato sulla scia del grande trionfo di 300 di Zach Snyder, Spartacus si è subito inquadrato come pura composizione dal tono leggero, capace di commentare una parte della storia romana con supporto fumettistico, buona sceneggiatura grazie al computer grafico, battaglie cruente con copioso scorrimento di sangue, grida di dolore o eccitazione, sesso e tantissimi muscoli.

Spartacus deve il suo apprezzamento all’abilità dei suoi personaggi, costruiti in maniera semplice e appassionante, con quel tocco di fumettistico che piace ai più.

Questo telefilm si è da subito introdotto nella tragicità del racconto, per trasformarsi di volta in volta in epico e leggendario, e ha saputo creare  un coinvolgimento tale che il telespettatore vorrebbe alzarsi dalla poltrona per unirsi ai ribelli.

Ha fine una serie che si è rivelata, sin dalla prima stagione, sorprendente e originale, con una sua storia fitta di intrighi e situazioni al limite del paranormale, capace di evidenziare in primis tra le fila dei romani quell’atmosfera di lussuria, brama di potere e intreccio passionale.

Un commento, a parte, lo merita il discusso Liam McIntyre, attore chiamato a sostituire il vero protagonista morto dopo essere diventato il simbolo amatissimo della serie. Dopo le prime critiche durante la seconda serie, dovute ad un’espressività meno profonda, McIntyre si è quest’anno ampiamente riscattato, mostrandosi molto più convincente nel ruolo intenso di un eroe drammatico, invece di quello solo vendicativo della seconda stagione.

Il suo ultimo monologo, prima della morte, lo convalida come “vero” Spartacus anche agli occhi dei più agnostici telespettatori.

Una serie da guardare e consigliare agli amici.

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Vanessa P. il 16/05/2013 15:12:50

    Beh dopo una così esaustiva e apprezzata presentazione che mi ha incuriosito non mi resta che guardare Spartacus..a me buona visione

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