Lettere al Direttore

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di Simonetta Bartolini

"E siamo a 46 giorni dal voto. E siamo sempre qui ad aspettare i comodi del segretario del Pd che si muove sulla linea dei 'giovani turchi' (ma Kemal Ataturk era un democratico davvero e uno statista di straordinaria lungimiranza).Quindi no al governissimo, no al governo di scopo, no a Berlusconi, no a qualsiasi rapporto di governo con gli 'impresentabili' del Pdl. Che vuol dire, fra l'altro, anche no a Napolitano.

E intanto muoiono i negozi, muoiono le imprese artigiane, muoiono le aziende e muoiono anche gli italiani che sempre più numerosi scelgono il suicidio piuttosto che continuare a vivere in questa Italia che li ha lasciati soli, del tutto indifferente ai loro problemi, specialmente nel caso di persone anziane, dignitose e schive, che non sono abituate ad andare in piazza a sciorinare le loro miserie.

Uomo tutto d'un pezzo, Bersani non cede neanche di fronte all'aritmetica, del voto e neppure all'evidente sentire comune della stragrande maggioranza degli italiani (degli industriali, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori ecc.) i quali si chiedono perplessi come mai in una situazione di assoluta emergenza due partiti che hanno presentato programmi economici largamente coincidenti non possano trovare l'accordo per un governo in grado di contrastare la spirale recessiva

No, Bersani di questa ipotesi non vuole sentire parlare. Vuole che per la seconda volta lo scomodo avversario che si è messo di traverso al suo partito venga eliminato per via giudiziaria. CosìBersani aspetta, nutrendo la 'massima fiducia' nella magistratura, che dalla sua strada venga rimosso quell'ingombrante personaggio che è solito incolpare di ogni nequizia, compreso l'aver instillato negli italiani un modello comportamentale criminoso. Un mantra che per altro quasi tutti i piddini recitano scrupolosamente in tutte le occasioni. Creando una sorta di sconcerto tra il resto degli italiani che nel loro buonsenso ogni tanto si lasciano scappare un “e là M...! Possibile?_.

Bersani, per altro è sempre abituato trovare un colpevole del fatto che gli italiani non gli diano la maggioranza assoluta. Adesso, dopo Berlusconi, ha trovato Grillo. _Sia ben chiaro _ ha detto _ che se non abbiamo potuto fare il governo di cambiamento che ho proposto, la colpa e solo e soltanto di Grillo_. Ma la colpaè in verità anche di tutti gli altri che non hanno capito il suo nobile messaggio - Non vi voglio al governo con me ma potete sempre astenervi, o uscire dall'aula, in modo che si possa portare avanti quel cambiamento che solo noi siamo in grado di attuare -.

E sì, solo loro, col 30 per cento dei voti. Loro, con il vaniloquente Vendola? Loro, quel partito che proprio Bersani ha catafratto contro ogni istanza di rinnovamento? Che ha spostato a sinistra con l'alleanza di ferro con Sel? Che si ispira al modello emiliano e cioè quello di uno stato nello stato con le sue cooperative, con i suoi supermercati, con le sue assicurazioni, con le sue banche?

Non credo che lo lasceranno lavorare in pace. Neppure i suoi. Che in molti hanno da tempo capito che un partito post comunista come quello guidato dal signor Bersani costituisce davvero la grande anomalia italiana.

johnruskin2000@libero.it

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