Soldi e Alcol

La tendenza dei calciatori inglesi all'autodistruzione dopo aver smesso di giocare

Il profumo della vittoria, ma soprattutto della fama, per chi non ha ben saldi i piedi per terra può essere davvero letale

di Veleno Puro

La tendenza dei calciatori inglesi all'autodistruzione dopo aver smesso di giocare

Brian Clough

Moltissimi calciatori tra i più famosi al mondo si sono dimostrati a livello finanziario, dopo aver appeso le fatidiche scarpette al chiodo, dei veri e propri disastri.

Ottimi, straordinari giocatori, ma orrendi impresari di sé stessi.

Giovanissimi calciatori diventati improvvisamente dei Paperon dè Paperoni che non sapendo gestirsi, o circondati da sanguisughe, hanno dilapidato, e dilapidano, tutto in un battibaleno.

Una ricerca, molto accurata, della Xpro, un’associazione che tutela gli ex-calciatori professionisti inglesi, ha evidenziato che ben tre giocatori su cinque, del massimo Campionato Inglese di calcio, sperperano tutti i loro guadagni nel giro di cinque anni.

La causa è ascritta ad investimenti fallaci, compagnie a rischio, psicofarmaci, alcool, droghe, donne e un’infinità di debiti che pensavano comunque, mal calcolando, di pareggiare.

Le cronache ci ricordano, in primis, George Best, soprannominato il quinto Beatle,morto non ancora sessantenne per colpa di una vita dissennata e di una profonda dipendenza da alcol.

Oggi si parla frequentemente di Paul Gascoigne, l’ex giocatore della Lazio e della nazionale inglese, finito nel tunnel degli antidepressivi e dell’alcol, e obbligato a chiedere aiuto al sindacato calciatori inglese per sopravvivere.

Il profumo della vittoria, ma soprattutto della fama, per chi non ha ben saldi i piedi per terra può essere davvero letale.

Il consumo di alcol nel Regno Unito, ma non solo, è molto comune tra i giovani. 

Si tratta di un quadro comune a tutti coloro che camminano tranquillamente il Venerdì o il Sabato e incontrano centinaia di adolescenti ubriachi provenienti dai più disparati pub; e, fra molti di loro, ci sono anche giovani campioni di un possibile domani, che forse invece mai riusciranno a raggiungere.

Il calciatore inglese, in pratica, non cessa di sentirsi un adolescente ed abbraccia le abitudini di ozio e consumo di alcol di questi giovani.

Cosa cerca, dunque, un atleta gettandosi nei liquori?

La risposta non è diversa rispetto al resto dei consumatori, l'immaginario sociale ci invia messaggi che l'alcol viene presentato come una buona compagnia per i momenti buoni e un ottimo rimedio per superare quelli negativi. 

Il grado d’internazionalizzazione del consumo di alcol nella Premier è così profonda che anche un allenatore, Brian Clough , che è stato in grado di sollevare due Coppe dei Campioni con il Nottingham Forest , ha incoraggiato i suoi giocatori a gustare un bicchiere di brandy prima di alcune partite, così da temperare i nervi. 

L'elenco di giocatori avvicinati alla dipendenza da alcol è molto esteso, e di esso fanno parte nomi prestigiosi come Alan Hudgson, Malcolm McDonald, Rodney Marsh, Jim Baxter, Joey Barton, Johnny Evans ...

Insomma, la gloria, unita all’alcol e ad un debole carattere, sono le maggiori cause di distruzione psicologica e materiale di molti giocatori di calcio inglesi… e non! 

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    2 commenti per questo articolo

  • Inserito da CARLO il 06/03/2013 14:26:37

    Evidentemente, gli inglesi sono fragili ed insicuri, come bimbi a cui si sottraggano i giochi, scatenando la corsa all'alcool ed all' autodistruzione!

  • Inserito da Loredana il 06/03/2013 13:34:16

    Alcuni vecchi detti ammoniscono a non affidarsi al vento della fama, perché gira e cessa improvvisamente, lasciando la nave in balia di se stessa, delle onde, e senza più aiuto per tornare in acque più sicure. In effetti, molti di questi giocatori arrivano all'improvviso alla ricchezza (com'è stato anche per Maradona), partendo da condizioni molto povere, e non sanno resistere alle lusinghe del denaro e del subitaneo potere che esercitano su tutti gli altri. Pochi hanno la fortuna di avere un carattere solido o un entourage di persone che li può consigliare per il meglio e non tentano di approfittarsi delle loro debolezze.

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