L'omicidio a Tunisi di Belaid

L'inverno delle primavere arabe, ovvero una perdita della laicità che preoccupa

Era al vertice del movimento di opposizione al partito islamista ma anche alla destra filo-occidentale

di Tommaso Luigi Bedini

L'inverno delle primavere arabe, ovvero una perdita della laicità che preoccupa

Chokri Belaid

È stato ucciso ieri a Tunisi, davanti alla sua abitazione, il leader dell'opposizione tunisina Chokri Belaid, freddato da colpi d'arma da fuoco da parte di ignoti.

Belaid era Segretario Generale del “Movimento dei patriottici democratici” (MOUPAD) e uno dei leader della coalizione del Fronte Popolare, coalizione di sinistra di stampo laico, che si oppone al partito islamista Ennadah (al governo) e alla destra filo-occidentale. 
Immediata la reazione dei tunisini che sono scesi nelle strade della capitale per protestare contro Rashid Ghannuchi, leader dell'Ennadah, accusato di aver fomentato facinorosi estremisti che poi hanno compiuto questo tragico gesto. 
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato anche il fratello di Belaid, Abdelmajid, accusando apertamente Ghannuchi di essere il mandante dell'omicidio. 

Certo non è casuale che il leader del partito islamista venga indicato come il colpevole morale dell'omicidio, in un'atmosfera di grande scontento per come si sono evolute le diverse Primavere Arabe che, di fatto, hanno aperto le porte all'islamismo più o meno radicale. 
Pensiamo per esempio all'Egitto, testa d'ariete dei primi movimenti di reazione ai regimi arabi che poi hanno portato alle Primavere, adesso si trova in una situazione di forte instabilità con Mohamed Morsi che si vorrebbe sostituire in toto a Mubarak; pensiamo alla Siria di Assad che soffoca nel sangue la ribellione dei suoi cittadini; pensiamo al Libano e a Hezbollah, alla Libia, al Mali.... 

Insomma, viene da chiedersi (e sicuramente è la domanda che si fanno i milioni di arabi, soprattutto giovani, che hanno fortemente voluto un radicale cambiamento della realtà politica e sociale dei propri Paesi e che invece si ritrovano ad avere a che fare con alter ego dei precedenti politici) dove sono andate a finire tutte le proteste e i movimenti di piazza partiti dal basso che due anni fa hanno suscitato l'ammirazione di tutto il mondo? Purtroppo sembra che tutti gli sforzi siano andati a vantaggio delle parti conservatrici e islamiste e, in alcuni casi, proprio a favore delle frange più estreme del fondamentalismo. 

Certo l'uccisione di Belaid pone degli interrogativi, soprattutto riguardo ai processi di democratizzazione e al retaggio che ha lasciato il regime di Ben Ali a cui proprio la Primavera tunisina (la prima fra tutte le Primavere arabe) aveva posto fine. 
C'è da chiedersi anche il perché della vittoria, nelle libere elezioni, di partiti molto poco laici e piuttosto conservatori, forse una reazione alla paura di ingerenze occidentali nei vuoti di potere dei Paesi arabi?

Può darsi, quello che è certo è che un gesto come l'uccisione di un leader riformista è un duro colpo per tutti quelli che avevano creduto ad una riscossa del popolo arabo.

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