Il Giorno della Civetta

Alla Pergola il grande classico di Leonardo Sciascia, trasformato in atto teatrale

Il drammaturgo Gaetano Aronica, che ha curato la riduzione teatrale del romanzo, figura anche tra gli attori in scena

di Laerte Failli

Alla Pergola il grande classico di Leonardo Sciascia, trasformato in atto teatrale

Un fermo immagine della commedia

E’ di scena la mafia, ma per fortuna solo per qualche atto teatrale.  Si tratta di un grande classico del ‘900, il giorno della Civetta di Leonardo Sciascia, scritto negli anni 60 in forma di romanzo breve, una vicenda che propone l’angoscioso dilemma di delitti non risolti, di interessi torbidi che non vengono mai alla luce, di connessioni con il potere e di chi cerca invano di districarli. A Firenze, il giorno della Civetta va in scena al teatro della Pergola  per la regia di Fabrizio Catalano, con una compagnia di spessore, capeggiata da Sebastiano Somma, noto attore di teatro, televisione e cinema  e  con la partecipazione del grande  Orso Maria Guerrini;  è ambientato nella Sicilia degli anni Sessanta ma  induce a interrogarsi sull’attualità. «Guardandoci intorno, leggendo i giornali, viaggiando, possiamo, in tutta sincerità, dire che soltanto in Sicilia i soprusi e le ingiustizie vengono imposti con la violenza?» si chiede infatti il regista. «Ed in Italia, in Europa, nel mondo, non vige forse la legge del più forte? Chi tocca gli interessi dei potenti, che quasi mai coincidono con quelli del comune cittadino, muore. Chi ha il potere, ne abusa». Il teatro ha senso se costringe a riflettere e a prendere posizione su simili questioni…

“La vicenda è ambientata in un paese di poche migliaia di abitanti, nell’entroterra siciliano. Una fredda mattina d’inverno. Una piazza. Un autobus –il motore già acceso– che s’appresta a partire. Gli ultimi passeggeri s’affrettano a salire. Un uomo, vestito di scuro, s’avvicina, di corsa. Posa il piede sinistro sul predellino dell’autobus, sta per rivolgersi all’autista. All’improvviso, un bagliore, seguito da un rumore sordo: l’uomo rimane quasi sospeso, per qualche istante, prima di afflosciarsi sull’asfalto. Morto. Il giorno della civetta racconta la storia dell’inchiesta condotta, a partire da questo omicidio, da un capitano dei carabinieri appena arrivato in Sicilia, dalla lontana Parma, all’inizio degli anni ’60. Il capitano Bellodi è un uomo onesto ed intelligente, pronto ad affrontare qualunque difficoltà, pur di far bene il proprio dovere. Davanti a lui, c’è adesso un cammino lungo, faticoso, irto di ostacoli. In fondo a questo percorso, c’è la verità; ma la verità, spesso, in Sicilia, ha troppe facce”.   Così le note di regia: una perfetta sintesi  tra la vicenda (sin troppo realistica)  narrata da Sciascia e una realtà che ancora incombe sulla vita quotidiana.

Il drammaturgo Gaetano Aronica, che ha curato la riduzione teatrale del romanzo e figura anche tra gli attori in scena,   aggiunge  che la rappresentazione de “Il giorno della Civetta” è frutto di una grande ammirazione per l’opera di Leonardo Sciascia, autore tra i più affascinanti e “scomodi” del Novecento. Continua Aronica  “Dico scomodi perché ritengo ci sia una volontà di non voler comprendere, quando non addirittura di rimuovere alcune illuminanti personalità della nostra cultura recente che, con la carica erosiva delle loro idee, metterebbero in crisi oggi come ieri, più di ieri, meccanismi consolidati, gerarchie intoccabili, privilegi acquisiti e vissuti nella comune coscienza come diritti; insomma quel delicato equilibrio fra i poteri che si preferisce preservare nei recinti di un conformismo rassicurante, anche là dove voci apparentemente difformi servono invece per rafforzarli.”

La Civetta dunque, per Aronica,  comunica un ansioso messaggio di giustizia  e insieme l’ invito ad un’ostinata ricerca della verità;  in una società che ha davvero bisogno  di capitan Bellodi, della suo ostinata voglia di andare comunque contro un “muro” che quaranta anni dopo è ancora in piedi e non accenna, nonostante tutto, a mostrare crepe;  l’opera è portatrice di un messaggio di speranza; per chi continua a credere nelle idee.  Per tutti questi motivi è opportuno proporla, seguirla e riflettere.  Il dramma debutta stasera alle 20,45, repliche sino a sabato (stesso orario) domenica 2 dicembre ore 15,45.

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