In carrozza con Dante e Manzoni

Il mondo d'oggi, come sarebbe stato visto, da due grandi della letteratura

Donne e politica, Guelfi e l'amor domestico; l'omino coi rialzi e Monti

di Massimo Melani

Il mondo d'oggi, come sarebbe stato visto, da due grandi della letteratura

 La carrozza, stavolta, nel suo abitacolo ospitava Dante Alighieri e Alessandro Manzoni.

Non la solita carrozza, ma bensì qualcos’altro di molto più particolare, e all’interno i due parlavano apertamente del più e del meno: il più erano le donne e il meno la politica.

O Alessandro, quanto mi manca Beatrice, quella maledetta toscanaccia che nun m’ha dato bene, una donna di grande polso della quale ebbi a innamorarmi subito…o quasi!

Lei usò l’inosabile con me, arrivando anche a beffeggiarmi, a fammi il verso.

Un ti riordi Il Dolce Stil Novo? Esso, si disperde in mille e più parolacce e spregi; o un c’è anche quello della mi Beatrice. Si dice delle donne d’oggi, quelle là sotto, ma anche a mi tempi erano un affare da nulla!

Io, il Sommo Poeta, mi sentivo un miser’omo con la fissa de’ versi, innamorato, pensa un po’, d’una ostessa che all’esteriorità poco mostrava di sopportarmi, ma che alla fine, però, ebbe a volermi bene”.

Beatrice, per l’Alighieri, altri non era che la dea salvifica, l’ eroina di ogni sua opera amorosa.

Già nella Vita Nova, ella,  si colloca come squisito modello femminile, fino a raggiungere canoni straordinari che alla sua morte verranno sviluppati fino a immortalarla quale la donna beata del Paradiso.

“ Dante, mio caro amico di scorribande celestiali, tu sai come ho sempre affrontato l’argomento dell’amore, basti pensare che nel "Fermo e Lucia", abolii una variazione, poi inserita nei Promessi Sposi, ove immaginavo una conversazione in cui mi viene, dai critici ottusi, biasimata la difettata descrizione degli impulsi amorosi dei due fidanzati.

Ma questa lacuna, or la divulgo a te; doveva avere lo scopo primario e fondamentale di eludere effetti deleteri all'adeguatezza etica e sociale della cultura letteraria.

Per me, come ben sai, d’amor ve n’è fin troppo, mentre il mondo, soprattutto quello dei miei tempi, aveva bisogno di ben altro.

Ciò che voglio dire è che Lucia, uno dei miei principali personaggi femminili, si discosta molto dal lascivo tema dell’amore da te cantato, per incarnarsi, invece, in un ruolo più domestico e familiare. Ecco, direi, più affetti familiari che amore allo stato puro”.

Infatti, se analizziamo la figura di Lucia, la stessa quasi fa capire che l’amore è una parola lontana dalla sua anima, incarnando di contro il sentimento della purezza e un comportamento completamente cristiano, di pura religiosità verso la vita dimostrandosi, al di là del domestico focolare, incerta e spaesata.

“ Ovvia, Manzoni, insomma mi vuoi dire che un tu hai mai provato la passione, quell’ardente passione amorosa? Quello slancio che ti fa scrivere quel che mai avresti pensato di scrivere.

E un ci credo, è che tu venivi da una famiglia bacchettona e anche te lo eri, e allora fare certe cose per voi gl’era peccato.

Dammi retta, un c’è nulla di più bello che struggersi per una bella donna, a tal punto che l’amore verso di lei diventa parte integrale d’ogni bene, diventa la vita nella tu vita; e un tu ci capisci più nulla e sebbene, ella, n’abbia combinate delle belle e un c’è verso, la si mette in Paradiso. Occhevoi, un siamo mia nati tutti santi. Un’è vero, forse?”

La carrozza, intanto, proseguiva, linearmente senza il minimo sobbalzo, sino a raggiungere una vastissima prateria, e ancor più in là delle grandi montagne calve. Gli Stati Uniti.

O chi vincerà le elezioni  in America, Sandrino? Mah, anche Obama un è che abbia fatto tanto, l’è stato un tantino ipocrita, ha promesso e promesso tanto nella campagna elettorale poi, quando l’hanno fatto presidente, l’ha fatto come tutti.

Eh sì, fosse per me lo infilerei con Anna e Caifa, nella VI bolgia, coperti di cappe di piombo dentro e dorate fuori.

Invece Hollande, quello della Francia, vole metter imposte solo a ricchi, e sarebbe un bene, ma se poi s’impoveriscono anche costoro? Un sarebbe meglio, tassare a seconda di quanto uno possiede davvero? Un si po’ andare alla cea… e un si po’ via, bisogna ponderare e poi fare, sennò lo sanno fa’ tutti. Un trovi?”

La vita politica di Dante, fu attivamente partecipativa, in un periodo, il 1330, che lo vide Priore di Firenze. La grande rivalità tra i Guelfi bianchi e  neri, i primi, volitivi nel restare indipendenti sia dal Papa che dall’Imperatore, i secondi, che consideravano il Papa, invece un vero e proprio alleato, contro il potere dell’Impero, videro l’Alighieri decidere per l’esilio di entrambi i capi gli schieramenti , fra i quali anche l'amico Guido Cavalcanti, allo scopo di mantenere la pace nella città. Tuttavia, grazie all’ausilio di papa Bonifacio VIII, i capi dei neri poterono rientrare a Firenze e andare al potere mentre Dante era in quel di Roma. In seguito, l’Alighieri, fu accusato di baratteria e concussione e venne, in un primo momento, punito con una grossa cifra da pagare e espulso da Firenze, ma non essendosi presentato per estinguere la pena, venne condannato a morte e alla confisca dei beni familiari.

Immaginatevi, pertanto, cosa potrebbe pensare della politica italiana, oggi, Dante Alighieri. Fra poco lo sapremo.

“ Dante, ma di quella poco nobildonna della Merkel, non se ne parla? Lei è veramente da bolgia infernale, da settimana in un lebbrosario. Si crede la padrona dell’Europa, Angela, solo di nome, che decide le sorti della nostra amata Patria.

Sì, certo, con un capo del Governo come quello che abbiamo, è già molto che non gli abbia chiesto di colonizzarci, lei che ci ritiene del terzo mondo.

Sai che ti dico, che l’omino coi rialzi faceva bene a sbeffeggiarli tutti quegli avvoltoi.

No, non è possibile vedere l’Italia presa a pedate da quella disgustosa simil-donna”.

Il Manzoni, come appreso dai libri scolastici, si batteva innegabilmente per un’ evoluzione risorgimentale in cui la borghesia doveva ergersi con mansione dirigenziale.

Appunto per questo le sue idee di politica, che schiettamente manifesta nella sua opera, appartengono alla tendenza liberistica, che si era confermata in Inghilterra con la rivoluzione industriale e che, in seguito, si era propagata in Europa con l’Illuminismo.

Un mi parla’, dell’Italia, non me ne parlare!

Oicchè vol dire il Governo tecnico, che senso l’ha? Il Governo lo sceglie il popolo alle urne elettorali, mia tre citrullotti perché un sanno i che fare?! No, no, avrei preferito ancora una volta l’esilio a questa situazione.

O un dicevano che lo spread era calato, che c’era la ripresa, che Draghi aveva fatto un lavorone, che Monti e compagnia bella ora la sono più rispettati di prima.

Ma se il Pil è un disastro e i consumi tracollano, o i che ci vengono a inventa’?

A mi tempi almeno dovevo vedermela coi Guelfi, con gente però come Cavalcanti; oggi o come si fa a andare avanti con i Vendola, Renzi, Bersani, i Casini, Fini il parolaio, la Bindi.

All’Italia manca organicamente un vero Leader, uno che si rimbocchi le maniche e dica:  Da oggi si fa come dico io, e chi sgarra paga. Da oggi, a spasso tutti i giudici politicizzati, a spasso i PM con la tessera del partito.

Più soldi alle istituzioni sanitarie, alle scuole, alla cultura, meno ai calciatori, agli attori e soprattutto ai politici. Basta macchine blu, alberghi pagati, scorte per farsi portare i sacchetti della Coop. Da oggi, signori miei, si torna a essere italiani davvero, non barzellette.”

Una domanda: questi due grandi della letteratura sarebbero riusciti a cambiare le cose?

Chissà, forse sarebbe stata davvero dura anche per loro.

Noi, nel frattempo, godiamoci quest’evasione puramente letteraria, quasi leggendaria.

Il grande rimpianto è quello di non aver più incontrato sulla nostra strada figure simili, altere, importanti, integre.

Adesso, stanno peregrinando nell’alto del firmamento, con la loro carrozza trascinata dalle loro opere e dalle loro storie di uomini veri, un mezzo che li trasporterà a non più sorvolare la deludente e misera terra, soprattutto quand’essa prende la forma dello stivale. 

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