Descrizione dell'Africa

Leone l’Africano, e la sua avventurosa vita

Fu catturato da un corsaro siciliano mentre si trovava in Tunisia e venne condotto a Roma

di Angelo Iacovella

Leone l’Africano, e la sua avventurosa vita

Leone l'Africano

Gli si devono le più antiche conoscenze acquisite intorno al Sahara agli albori dell’era moderna. L’uomo conosciuto in Europa come Leone l’Africano era un geografo arabo-andaluso, di nome al-Hasan ben Muhammad al-Wazzàn. La sua vita avventurosa e soprattutto la sua  opera La descrizione dell’Africa e delle cose notabili che ivi sono fecero di lui antesignano degli studi sul deserto.

Nato a Granada intorno al 1493, figlio di un funzionario, si trasferì in Marocco, dove, nell’antichissima università di Qarawiyyin, studiò  diritto, grammatica e tutte le altre discipline islamiche, senza le quali è difficile rendere omaggio al Creatore dei mondi. Nel 1507, al seguito di suo zio, che era stato nominato dal Sultano ambasciatore del Regno del Marocco, abbandonò il paese per recarsi a Timbuctù.

Questo e gli altri lunghissimi viaggi da lui intrapresi, lo collocarono ipso facto tra i primi e più acuti esploratori delle piste transahariane e dell’Africa interna. E non impiegò molto a capire che il deserto, con la tutta la sua poesia, è la metafora più efficace del limite che l’uomo è sempre tentato di oltrepassare e della solitudine orizzontale a cui ognuno di noi è condannato, a ben vedere.

Fu catturato da un corsaro siciliano mentre si trovava in Tunisia e venne condotto a Roma, nella prigione di Castel Sant’Angelo. Qui, esattamente il 6 gennaio dell’anno del Signore 1520, fu battezzato da Papa Leone X in persona, divenendone il fidato segretario. En passant, durante forzato il suo soggiorno italiano, insegnò arabo all’università di Bologna.

Era scritto, però, che dovesse tornare sui suoi passi. Così avvenne otto anni più tardi, allorché si imbarcò nuovamente alla volta di Tunisi. Lì, nella grande Moschea dell’Olivo, si convertì di nuovo all’Islam e fece — finalmente — perdere per sempre le sue tracce.

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