Il globo reale nelle brache

THOMAS BLOOD, colonnello irlandese (1618-1680)

Dopo aver trovato una sega proprio nell’armadio di fronte al tesoro (come dire, non solo si voleva facilitare qualunque ladruncolo, ma addirittura si provocavano i benintenzionati!)

di Angelo Iacovella

THOMAS BLOOD, colonnello irlandese (1618-1680)

Thomas Blood

Il Piano era perfetto e, se non fosse stato per una serie di incidenti del tutto imprevisti, sarei diventato immediatamente uno degli uomini più facoltosi del mio paese. Quella mattina mi recai con altri tre amici alla tristemente famosa Torre di Londra. Talbot Edwards, custode dei gioielli della Corona e babbeo della più bell’acqua,  venne ad aprirmi chiedendomi con indolenza che cosa mai desiderassi a quell’ora.

Con una faccia di bronzo che solo un irlandese può avere, gli dissi che ero venuto a chiedere la mano della sua dilettissima figlia. Neppure un dubbio sfiorò la mente di quell’idiota, come se tutti i bellimbusti di questo mondo spasimassero per impalmare la bella Rebecca. Rimasi meravigliato della facilità con cui ci fece entrare. Mi bastò lanciargli un mantello in testa e scaricargli addosso un fracco di legnate per impadronirmi dell’oro reale,corona compresa. Il problema che ci si pose allora fu quello di uscire senza dare troppo nell’occhio.

Il mio socio Bart s’infilò beffardamente il globo reale nelle brache. La corona me la schiacciai contro il petto, ma restava fuori lo scettro che, contrariamente a quanto pensavamo, era smisuratamente lungo.

Dopo aver trovato una sega proprio nell’armadio di fronte al tesoro (come dire, non solo si voleva facilitare qualunque ladruncolo, ma addirittura si provocavano i benintenzionati!), pensammo di tagliarlo in due lì per lì. Le provvide stelle non ci furono però propizie fino a questo punto. Giusto in quel momento, infilò la chiave nella toppa il figlio di Edwards il quale, accortosi del misfatto, si mise a urlare come un ossesso lanciando l’allarme. Riuscimmo, nonostante le guardie e i soldati, a guadagnare l’uscita e a fuggire almeno fino a quando il mio fidato cavallo non posò rovinosamente la zampa su di una maledetta zolla di fango.

Fui imprigionato insieme ai miei compari nella medesima Torre, ma i giudici non avevano ancora fatto i conti con un irlandese purosangue. Mi rifiutai di rispondere a qualsiasi domanda se non in presenza del Re. Tale fu il baccano che feci che pensarono alfine di accontentarmi.

Carlo II – devo ammetterlo – non solo si dimostrò dotato di una sottile intelligenza, ma persino di un vero senso dello humour e di una sconfinata magnanimità regale. Gli feci presente che avevo combattuto con successo contro le sue truppe nella guerra civile appena conclusa. Per compensarmi dei miei servigi, avevo ricevuto proprietà e beni nella mia amata Irlanda, sennonché, una volta reinsediato, il Re o chi per lui aveva pensato bene di privarmi nuovamente di tutto. Il mio tentativo di furto era stato perciò soltanto una richiesta di risarcimento e magari avrei anche restituito la refurtiva se tutto fosse andato per il meglio.

Infine, il semplice stratagemma adoperato per entrare nella Torre aveva rivelato il comportamento a dir poco stolto del custode del tesoro reale. A questo punto Carlo II scoppiò in una fragorosa quanto sincera risata e non riusciva più a smettere al punto che pensavo potesse sentirsi male. Non solo reintegrò le mie proprietà e quelle dei miei amici, ma diede l’ordine di arrestare immediatamente il signor Edwards come spudorato favoreggiatore di ladri.

A ripensarci ora, la mia piccola vita mi appare davvero ben poca cosa seppure magnificata da un capolavoro di astuzia a fronte di un’abissale dabbenaggine. Davvero deve essere così grande l’affanno per una misera e fuggevole ricompensa?

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    4 commenti per questo articolo

  • Inserito da leonarda il 28/08/2012 14:33:30

    Io ritengo che il suicidio sia un modo per non lottare, Lsd vita ci é stata consta ds Dio e dobbiamo mantenerla vigorosa effetti atta nell'aiuto quotidiano dei nostri simili. Tutto l' Universo ha problemi di vario genere dai più semplici ai più complicati soprattutto quelli di salute ma l'aiuto da parte del genere umano può può sputare e salvare vite !!

  • Inserito da mila il 28/08/2012 14:32:12

    non so cosa passi per la testa di una persona che si toglie la vita.....non è una cosa che riesco a concepire neppure io .....anche nei momenti più difficili ho fatto ricorso ad ogni residuo di forza per andare avanti...e Dio mi ha ripagata......forse non pensano più.....e sono lontani da tutto....

  • Inserito da marinella il 28/08/2012 14:31:19

    IL SUICIDIO E' L'ATTO PIU' EGOISTA E VIGLIACCO CHE UN ESSERE UMANO POSSA COMPIERE . QUALSIASI SIA LA MOTIVAZIONE , SEPPURE SI TRATTASSE DI MOTIVI ECONOMICI , LASCEREBBE OGNI ROGNA AI SUOI CARI GRAVANDOLI PER GIUNTA DEL PESO DELL'ONERE FUNERARIO . IL SUICIDIO NON RISOLVE I PROBLEMI E TOGLIE OGNI DIGNITA' ALL'UOMO . SIAMO ITALIANI E COME TALI ABBIAMO IL DOVERE DI LOTTARE PER CAMBIARE OGNI SITUAZIONE NEGATIVA IN POSITIVA . AFFIDIAMOCI A DIO NEL BENE E NEL MALE E NON SMETTIAMO MAI DI LOTTARE

  • Inserito da Loredana il 28/08/2012 13:12:24

    ...Dovrebbero chiamarlo Thomas Cold-Blood, per la sua presenza di spirito notevole, nonché grande capacità di affabulazione. Ecco, questo è rovesciare una situazione, trasformando il veleno in medicina...

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