Crime scene do not cross

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio

Le sue vittime furono bollite, mangiate, dopo essere state trasformate in succulenti biscotti......

di Massimo Melani

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio

Leonarda Cianciulli

Leonarda Cianciulli, nasce il 14 novembre 1893 a Montella di Avellino.

Ebbe un'infanzia infelice. 

Nel 1914 sposò Raffaele Pansardi, un impiegato dell'ufficio locale del registro.

Costruirono la loro casa a Lariano in Alta Irpinia, ma nel 1930 un terremoto la distrusse. 

Si trasferirono, così, a Correggio, in provincia di Reggio Emilia.

La Cianciulli rimase incinta 17 volte, subendo tre aborti e dieci dei suoi figli perirono in tenera età. 

Gli altri quattro, la donna, li protesse con la ferocia di una leonessa.

Una zingara chiromante le aveva detto, "Ti sposerai e avrai tanti figli, ma uno alla volta essi ti moriranno."

Impressionata da tali parole andò a far visita ad un altro zingaro il quale le vaticinò: "Nella tua mano destra vedo la prigione, nella sinistra un manicomio criminale. "

Nel 1939, quando suo figlio Giuseppe era sul punto di essere arruolato per la Grande guerra, Leonarda dichiarò allo stesso di avere avuto la visita della Vergine Maria che le aveva ingiunto  di sacrificare esseri umani per la salute e la prosecuzione in vita dei suoi figli.

La sua prima vittima fu Faustina Setti alla quale venne raccontato, dalla stessa Cianciulli, di averle trovato marito a Pola, Istria.

Faustina Setti, la prima vittima

Giurando la massima segretezza, come richiesto da Leonarda, la signorina Setti fu persuasa a scrivere delle lettere e delle cartoline ai suoi amici e parenti affermando che  sarebbe partita quanto prima con destinazione Pola.

La Cianciulli l’uccise, subito dopo, con un'ascia e trascinato il corpo in un armadio, lo sezionò in nove parti, raccogliendo il sangue in una bacinella.

Come ebbe a dire, in seguito, alla polizia:

«Ho gettato i pezzi in una pentola, aggiungendo sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone.

Ho agitato l'intera miscela fino a quando i pezzi si sono sciolti in un poltiglia scura e vischiosa che ho versato in diversi secchi e poi svuotati in un serbatoio vicina alla porta d’ingresso.
Per quanto riguarda il sangue nel lavandino, ho aspettato fino a che non fosse coagulato; l’ho essiccato in forno, macinato e mescolato con la farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, aggiungendo un po’ di margarina, e impastando tutti questi ingredienti. Ho fatto un sacco di pasticcini croccanti e li ho serviti alle signore che venivano in visita. Anche Giuseppe e io stessa li abbiamo mangiati
».

Nel settembre del 1940 la donna ucciderà Francesca Soavi, a cui aveva promesso un lavoro in una scuola femminile di Piacenza. 

Francesca Soavi, la seconda donna assassinata

Anche a lei venne consigliato di scrivere lettere e cartoline per sviare le possibili indagini, dopodiché venne massacrata.

La terza e ultima vittima fu Virginia Cacioppo, 53 anni, ex cantante lirica, anch’ ella assassinato il 30 settembre 1940.

 La terza vittima Virginia Cacioppo

Della Cociappo disse:

«Finì nel pentolone, come le altre due, la sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo un lungo periodo di tempo in ebollizione ho potuto fare alcune saponette cremose, questa volta veramente accettabili. Le ho regalate ai negozi e ai conoscenti.

Le torte, con lei, sono venute anche meglio: quella donna era veramente dolce».

 

La cognata dell'ultima vittima, insospettita per la sparizione improvvisa della donna, vistala entrare in casa della Cianciulli, ne denunciò la scomparsa al questore di Reggio Emilia, il quale, seguendo i numerosi indizi lasciati dall'omicida, arrivò alla "saponificatrice". Sottoposta a interrogatorio la donna confessò senza resistenze i tre omicidi e, pertanto, condannata a 30 anni di prigione e a tre in un manicomio criminale.

Morì a causa di apoplessia cerebrale in un ospedale psichiatrico di Pozzuoli il 16 ottobre 1970.

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