Crisi

Tagliare i costi dello Stato

Proposta, un po' radicale, per allentare il nodo fiscale

di Gianni Cerrutti

Tagliare i costi dello Stato

Mario Monti

Le abbiamo provate tutte. Dal governo politico a quello tecnico. Risultato? Il baratro è sempre più vicino e i tecnici nominano altri tecnici per incapacità di decisione. Il peggio però dovrà ancora avvenire. Il problema non è oggi ma domani, quando i risparmi delle famiglie e dei pensionati finiranno. Infatti i nostri risparmi li daremo, cosa che già stiamo facendo, in beneficenza ad uno stato capace solo di tassare e deprimere. E' pessimismo? E' disfattismo? No, è realismo.

Oggi il realismo è quella virtù sconosciuta a tutte le classi dirigenti e lobby italiane. Perchè se avessero avuto questa virtù strepitosa avrebbero capito che l'IMU è la tassa dell'impoverimento immediato, che l'evasione in molti casi è sopravvivenza, che il lavoro nero senza aziende è speranza, che i giovani sono stanchi di sole parole, che alla Caritas le borse viveri vengono prese più da Italiani che da extracomunitari e che una siringa non può costare in Sicilia il 100% in più rispetto alla Lombardia.

Infatti quella della spesa pubblica e del pareggio di bilancio oggi è la più grande presa per i fondelli nei confronti degli italiani onesti. E finché non si ha il coraggio di mandare a casa, licenziando, i tanti esuberi presenti nella pubblica amministrazione nulla cambierà. E non bisogna fermarsi a questo. Occorre proseguire con la cancellazione delle regioni a statuto speciale e rivedere economicamente, riducendolo drasticamente, il famoso otto per mille alla Chiesa Cattolica, ovvero la più grande forma di ricchezza istituzionale della Chiesa Made in Italy.

Basta così? Non credo. Si potrebbe proseguire con l'azzeramento dei finanziamenti pubblici ai partiti, con l'istituzione di un albo dei lobbisti, con una riforma seria della magistratura e della giustizia e con la cancellazione di ogni fondo all'editoria. Perchè vedere fior di editorialisti dare del ladro al politico di turno quando il loro stipendio è pagato da fondi statali è ridicolo. I giornali sono aziende come le altre. Non riescono a campare? Chiudano.

Solo con questi metodi radicali, volti all'eliminazione di qualsiasi forma di parassitismo, si può evitare non solo di innalzare ancora una volta la tassazione, ma addirittura ci sarebbero i margini per abbassare le tasse e far ripartire l'economia.

Ci si riuscirà? In un Paese di latini, in senso dispregiativo del termine, mai questo potrà accadere. 

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